Liceo Maffei, Onda incalza la Provincia: «Studenti e docenti non possono aspettare ancora»

«Un decennio di attese e un cantiere che non può continuare a essere senza una prospettiva certa». È Giovanni Johnny Perugini, per Onda Alto Garda e Ledro, a riportare con forza al centro del dibattito il futuro del liceo Andrea Maffei di Riva del Garda, annunciando un’interrogazione provinciale per chiedere risposte formali sullo stato dei lavori, sulla riassegnazione dell’opera e soprattutto sui tempi reali di conclusione.
La presa di posizione arriva alla vigilia del nuovo anno scolastico, mentre la comunità del Maffei continua a convivere con una situazione diventata ormai strutturale: studenti, docenti e personale distribuiti in cinque sedi diverse, dalla Miralago all’ex ospedale, con inevitabili difficoltà organizzative, logistiche e didattiche.
Sul fondo resta il grande cantiere dell’ampliamento del liceo, intervento strategico da circa 30 milioni di euro, fermo da quasi un anno dopo le difficoltà dell’impresa incaricata.
Onda esprime «sincera vicinanza e solidarietà» a studenti, famiglie e insegnanti, sia a chi ha scelto di rendere pubblico il proprio disagio, sia a chi continua «con silenziosa abnegazione e professionalità» ad adattarsi quotidianamente a una scuola spezzettata sul territorio. Un riconoscimento viene rivolto anche alla dirigenza scolastica, che avrebbe più volte chiesto chiarimenti alle istituzioni sul destino del cantiere.
«Quanto ancora dovranno aspettare?»
Il nodo che preoccupa maggiormente Onda riguarda le ultime informazioni diffuse dalla Provincia. La risoluzione definitiva del rapporto con l’impresa uscente sarebbe ancora in attesa dell’ultimo pronunciamento del collegio consultivo tecnico.
«Comprendiamo la necessità di rispettare tempi e tecnicismi legali – osserva Perugini – ma se dopo un anno di stallo non si è ancora riusciti a chiudere formalmente il rapporto con l’impresa, quanti anni ancora dovranno aspettare studenti e docenti?».
Il movimento contesta anche il richiamo al fatto che circa il 50% dell’opera sarebbe già stato realizzato.
«Presentarlo come un dato rassicurante – sostiene Onda – rischia di suonare quasi beffardo. Dopo un iter che si trascina da circa dieci anni, trovarsi ancora a metà dell’intervento rappresenta piuttosto la certificazione di una lentezza amministrativa non più sostenibile».
L’interrogazione in Provincia
Perugini allarga poi il ragionamento al tema della scuola pubblica nel suo complesso: cantieri strategici, adeguamento degli edifici, sicurezza, impianti e capacità di programmare interventi futuri anche alla luce delle nuove esigenze climatiche. «La scuola deve tornare una priorità politica vera, non un tema da affrontare solo quando esplode l’emergenza», è il messaggio di Onda.
Da qui l’annuncio dell’interrogazione provinciale. «Chiederemo risposte formali, documentate e inequivocabili: lo stato reale del cantiere, l’iter certo per la riassegnazione dei lavori e tempistiche stringenti per la conclusione dell’opera».
Onda apre inoltre un canale diretto con la comunità scolastica. Lavoratori, studenti e famiglie possono inviare segnalazioni, dubbi e necessità all’indirizzo e-mail [email protected]. Il movimento si impegna a raccogliere queste istanze e a tradurle, per quanto possibile, in iniziative politiche e istituzionali.
Per Onda, dunque, il caso Maffei non può più essere affrontato soltanto con rassicurazioni generiche. «L’Alto Garda e il suo istituto superiore più rappresentativo non possono continuare a essere ostaggio delle incertezze. È tempo di passare dalle giustificazioni ai fatti». (n.f.)










