Pietramurata, in mille contro il raduno naziskin

Una risposta numerosa, pacifica e trasversale. Circa un migliaio di persone hanno attraversato nel pomeriggio di giovedì 3 settembre le strade di Pietramurata per manifestare contro “Ritorno a Camelot”, il raduno naziskin che ha preso il via all’Hotel Ciclamino e che proseguirà fino a domenica.
Per alcune ore la frazione di Dro, solitamente lontana da manifestazioni di queste dimensioni, si è trasformata nel punto d’incontro di amministratori, rappresentanti delle istituzioni, sindacati, associazioni e semplici cittadini arrivati anche da fuori zona. Un corteo colorato e rumoroso, senza incidenti, ha percorso il paese sotto lo sguardo di un imponente dispositivo di sicurezza.
In prima fila anche numerosi rappresentanti delle istituzioni. Per la Provincia erano presenti l’assessora Giulia Zanotelli e il presidente del Consiglio provinciale Claudio Soini, insieme a diversi consiglieri. Tra i sindaci hanno partecipato la prima cittadina di Dro Ginetta Santoni, il sindaco di Riva del Garda Alessio Zanoni, di Arco Arianna Fiorio, quello di Trento Franco Ianeselli e la sindaca di Rovereto Giulia Robol. Presenti anche i parlamentari Sara Ferrari e Angelo Bonelli.
roprio Zanotelli ha sottolineato come la presenza di persone di generazioni diverse rappresenti la distanza del Trentino dalle ideologie richiamate dal raduno, rivendicando i valori dell’Autonomia e della democrazia.
La mobilitazione, promossa con il titolo “Autonomia è democrazia”, ha visto l’adesione, tra gli altri, di Cgil, Cisl e Uil, Acli, Anpi e Arci, oltre a numerose realtà della società civile. Nei giorni precedenti erano arrivate prese di posizione anche dal mondo universitario e dalla Diocesi di Trento. Ben 158 docenti dell’Università avevano sottoscritto una lettera aperta contro razzismo e ideologie nazifasciste, mentre la Chiesa trentina aveva ribadito i valori della dignità della persona, del rispetto delle differenze e della pace.
Particolare attenzione è stata dedicata all’ordine pubblico. Polizia e Carabinieri, anche in assetto antisommossa, hanno presidiato le strade interessate dal passaggio dei manifestanti, mentre altri agenti in borghese hanno seguito discretamente il corteo. Il percorso era stato concordato con la Questura proprio per mantenere una netta separazione tra la manifestazione e l’area dell’Hotel Ciclamino.
Anche la Gardesana è stata interessata dalle misure di sicurezza, con la chiusura temporanea della statale 45 bis tra Sarche e Dro e le conseguenti deviazioni del traffico.
Completamente isolata, invece, l’area attorno al Ciclamino, dove nel frattempo è iniziato “Ritorno a Camelot”. L’accesso alla struttura è stato riservato ai partecipanti al raduno, mentre giornalisti e curiosi sono stati mantenuti a distanza. I controlli delle forze dell’ordine proseguiranno per l’intera durata dell’appuntamento, fino a domenica 6.
La giornata che alla vigilia aveva suscitato timori per possibili provocazioni o momenti di tensione si è quindi conclusa, per quanto riguarda il corteo, senza incidenti. Pietramurata ha visto sfilare famiglie, giovani, amministratori, esponenti politici e rappresentanti delle associazioni accomunati dalla volontà di esprimere pubblicamente il rifiuto delle ideologie nazifasciste e razziste.
Resta ora alta l’attenzione sull’Hotel Ciclamino. Il raduno è infatti appena cominciato e l’apparato di sicurezza predisposto dalla Questura rimarrà operativo nei prossimi giorni, mentre Pietramurata continuerà inevitabilmente a trovarsi al centro dell’attenzione provinciale e nazionale.
































