Raduno neonazista, ipotesi Pietramurata. Ferrari (PD): «Il Trentino dica no»

Redazione27/08/20265min
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Un raduno internazionale dell’estrema destra radicale, quattro giorni di concerti, incontri e iniziative, partecipanti attesi da diversi Paesi europei e una località mantenuta ancora riservata. Ma nelle ultime ore un’indiscrezione porta la vicenda direttamente nell’Alto Garda: “Ritorno a Camelot 2026” potrebbe svolgersi a Pietramurata, popolosa frazione del Comune di Dro. Una possibilità che, è bene precisarlo, non ha al momento alcuna conferma ufficiale, ma che ha già fatto salire il livello di attenzione delle istituzioni e delle forze dell’ordine.
Il raduno, organizzato dal Veneto Fronte Skinheads, è annunciato dal 3 al 6 settembre. La sede viene tradizionalmente comunicata ai partecipanti soltanto a ridosso dell’appuntamento. Secondo quanto emerso sulla stampa, quest’anno gli indizi porterebbero al Trentino e alcune indiscrezioni indicano proprio Pietramurata come possibile destinazione.
La questione è già arrivata in Parlamento e ora approda anche sul tavolo del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocato per affrontare il caso.

 

 

Bonelli interroga Piantedosi
A sollevare per primo politicamente la questione è stato Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, con un’interrogazione al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Bonelli ha chiesto di fermare l’iniziativa, sostenendo che il programma preveda concerti di gruppi appartenenti alla scena RAC, Rock Against Communism, e denunciando contenuti «apertamente nazisti, razzisti, antisemiti e suprematisti».
Secondo quanto riportato dalla Rai, già in febbraio sui canali utilizzati per promuovere l’appuntamento era stata indicata genericamente la regione trentina quale area destinata a ospitare l’evento, fornendo anche indicazioni sugli aeroporti di riferimento. Il luogo preciso, tuttavia, rimane riservato.
Il Veneto Fronte Skinheads ha pubblicizzato sul proprio sito “Ritorno a Camelot 2026” lo scorso 18 agosto. Nelle precedenti edizioni l’organizzazione ha presentato il raduno come momento di aggregazione, musica, politica e approfondimento culturale della propria area.

Ferrari: «Non venga autorizzato»
Adesso interviene anche la deputata trentina Sara Ferrari (PD), che rivolge un appello direttamente ai componenti del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica: dalla commissaria del Governo Elisabetta Fusiello al questore, dal presidente della Provincia al sindaco di Trento, fino ai vertici provinciali di Carabinieri e Guardia di Finanza.
La richiesta è esplicita: «Non autorizzino alcuna manifestazione o assembramento apertamente e dichiaratamente antidemocratico, che veicola principi neofascisti contrari alla nostra Costituzione, in qualsivoglia luogo del territorio trentino».
Ferrari richiama la legge Scelba e la legge Mancino, ricordando come l’ordinamento italiano preveda limiti e sanzioni in presenza delle specifiche condizioni stabilite dalla legge, dalla propaganda razzista all’incitamento alla discriminazione e alla violenza.
La parlamentare sottolinea anche una distinzione fondamentale: la giurisprudenza non considera automaticamente penalmente rilevante la semplice espressione nostalgica del fascismo; altra cosa è invece quando ricorrano un concreto pericolo di ricostituzione del partito fascista o forme di incitamento all’odio, alla violenza o alla discriminazione.
Ed è proprio su questo terreno che Ferrari chiede alle autorità di valutare preventivamente l’appuntamento annunciato.

L’appuntamento con Mattarella
C’è infine una coincidenza istituzionale che rende, secondo Ferrari, la vicenda ancora più delicata: negli stessi giorni è attesa a Trento la presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in occasione delle celebrazioni per gli 80 anni dell’Autonomia trentina.
«Che in Trentino si possa svolgere un raduno internazionale di promozione dell’odio razziale, del suprematismo, della violenza fascista e dell’antisemitismo – afferma Ferrari – è già di per sé inaccettabile e spaventoso».
Ora l’attenzione è rivolta alle autorità di pubblica sicurezza e, soprattutto, alla localizzazione definitiva dell’evento. Per l’Alto Garda la domanda, al momento, resta sospesa: “Ritorno a Camelot” arriverà davvero a Pietramurata? Per ora è un’indiscrezione, come riporta il Corriere del Trentino. Ma sufficientemente concreta da avere acceso i riflettori anche sul territorio di Dro.

(n.f.)