Piscina comprensoriale Alto Garda, la consigliera Mascaro boccia l’ipotesi Miralago

Redazione31/07/20265min
Degrado alla colonia Miralago a Riva

 

«L’ipotesi Miralago è una suggestione politica, non una soluzione per il territorio». È con questa presa di posizione che la consigliera comunale Loredana Mascaro (Campobase – Noi per Riva), presidente della Commissione Mobilità e Ambiente e componente della Commissione Urbanistica ed Edilizia, interviene nel dibattito riacceso dall’ex assessore ai lavori pubblici Pietro Matteotti sul futuro della piscina comprensoriale dell’Alto Garda. Un confronto che, nelle ultime settimane, si è riaperto attorno alla proposta di realizzare un nuovo impianto nell’area della Miralago, ma che per Mascaro rischia di riportare al centro un’ipotesi già valutata e superata.
Nel lungo intervento pubblicato sul proprio canale social, la consigliera riconosce che la proposta di Matteotti abbia il merito di riaprire una riflessione, ma ne mette in discussione la concreta fattibilità. «La suggestione della Miralago può apparire interessante – scrive – ma non trova riscontro nella realtà. Quando si passa dalla visione alla gestione amministrativa emergono limiti che non dipendono da divergenze tra Comuni, ma dalla natura stessa del luogo».

 


 

Secondo Mascaro, il principale nodo riguarda la collocazione urbanistica. La fascia lago rappresenta oggi una delle aree più delicate della città, caratterizzata da una forte pressione turistica, da una viabilità già al limite e da un equilibrio sempre più fragile tra mobilità, servizi e ricettività. Inserire una piscina intercomunale significherebbe, a suo giudizio, aumentare ulteriormente i flussi quotidiani di utenti, studenti e società sportive in un comparto già fortemente congestionato. «Non è un giudizio politico – precisa – ma una constatazione tecnica».
Le osservazioni della consigliera arrivano in risposta al ragionamento sviluppato nei giorni scorsi dall’ex assessore Pietro Matteotti, che aveva rilanciato la possibilità di utilizzare il compendio Miralago per realizzare una nuova piscina comprensoriale, immaginando una visione di lungo periodo capace di ripensare l’intera area e offrire al territorio un impianto moderno.
Mascaro, tuttavia, ritiene che la proposta non risponda nemmeno alle esigenze del mondo sportivo. «Se il problema è l’agonismo, passare da 20 a 25 metri è un miglioramento solo apparente: le società chiedono standard da 50 metri, quelli che permettono competizioni di livello e allenamenti strutturati». Per questo, aggiunge, costruire una nuova struttura che non soddisfi pienamente tali requisiti «non è nell’interesse di nessuno: né di Riva, né degli altri Comuni, né delle società sportive».
Nel suo intervento richiama anche la storica ipotesi della cittadella dello sport tra Riva e Arco, ricordando come quel progetto sia già stato approfondito e successivamente accantonato perché ritenuto non sostenibile sotto il profilo economico, viabilistico e gestionale. «Un polo unico non rafforza la rete: la polarizza. E una rete polarizzata è meno accessibile, meno equa, meno resiliente».
Da qui la difesa del percorso condiviso dalla Conferenza dei sindaci dell’Alto Garda e Ledro, che ha individuato nella riqualificazione della piscina Enrico Meroni la soluzione per garantire un servizio comprensoriale. «Gli altri Comuni hanno espresso disponibilità e collaborazione sulla riqualificazione della Meroni – osserva –. Le perplessità arrivano invece da una parte dell’opposizione, che tenta di spostare il baricentro della discussione, provando a indebolire accordi costruiti con responsabilità».
Per Mascaro il confronto deve restare ancorato a criteri concreti: accessibilità, sostenibilità urbanistica, adeguati standard sportivi ed equilibrio territoriale. «La riqualificazione della piscina Meroni nasce per offrire un servizio moderno e adeguato, in linea con le competenze dell’ente e con gli accordi territoriali. Questa amministrazione dimostra disponibilità a fare la propria parte con responsabilità e apertura, mantenendo saldo un percorso condiviso».
Il confronto, dunque, resta aperto. Da una parte la proposta di Matteotti di riaprire la riflessione sul futuro della Miralago e sul modello di sviluppo dell’area; dall’altra la posizione della maggioranza, che rivendica la scelta già condivisa di potenziare la piscina Meroni come soluzione più sostenibile e immediatamente realizzabile per l’intero Alto Garda.
(n.f.)