Interpellanze e rapporti con la stampa, il sindaco di Riva Zanoni replica

Redazione27/07/20266min
SINDACO ALESSIO ZANONI RIVA DEL GARDA (2)

 

La vicenda politica nata attorno alle modalità di risposta a un’interpellanza consiliare approda ora alla replica ufficiale del sindaco di Riva del Garda, Alessio Zanoni, che respinge punto per punto le contestazioni avanzate dalle consigliere comunali di opposizione Cristina Santi e Silvia Betta, esponenti del gruppo Patt + Autonomisti + Popolari – Lega Trentino.
Nelle scorse settimane le due consigliere avevano accusato il primo cittadino di aver anticipato alla stampa il contenuto della risposta a un loro atto ispettivo, sostenendo che tale comportamento finisse per svilire il ruolo del Consiglio comunale e le prerogative dei consiglieri.
Una ricostruzione che Zanoni definisce «fondata su un presupposto che semplicemente non trova alcun riscontro né nel Regolamento del Consiglio comunale né nei fatti».
Il sindaco parte da quello che considera il punto centrale della vicenda. «L’interpellanza – scrive – è stata regolarmente istruita e ha ricevuto risposta scritta entro i termini previsti dal Regolamento del Consiglio comunale. Su questo punto non esiste alcuna contestazione possibile. Le prerogative dei consiglieri comunali sono state integralmente rispettate, così come sono stati rispettati i tempi procedimentali previsti dall’ordinamento».

 


 

Da qui la distinzione tra la risposta istituzionale e le dichiarazioni rilasciate ai giornalisti.
Secondo il primo cittadino, l’articolo pubblicato dal quotidiano l’Adige «non costituiva in alcun modo una risposta all’interpellanza», ma un normale servizio giornalistico dedicato a una questione di interesse pubblico, nel quale il cronista aveva raccolto le posizioni di diversi soggetti politici, chiedendo anche al sindaco un commento.
«Rispondere alle domande degli organi di informazione – osserva Zanoni – rappresenta un normale esercizio delle funzioni istituzionali del sindaco e del suo dovere di informare la cittadinanza sull’operato dell’amministrazione».
Per rafforzare la propria tesi, il sindaco invita a confrontare i due documenti.
«Da un lato vi sono poche righe raccolte nell’ambito di un’intervista giornalistica; dall’altro una risposta istituzionale articolata su tre pagine, contenente il quadro amministrativo, tecnico e normativo della vicenda. Sostenere che quelle dichiarazioni costituissero una risposta anticipata all’interpellanza significa attribuire loro un significato che oggettivamente non possiedono».
Nella risposta non manca però una critica al metodo adottato dalle stesse consigliere.
Zanoni definisce infatti «singolare» che a lamentare una presunta anticipazione mediatica siano proprio le esponenti dell’opposizione che, «nella prassi ormai consolidata», diffondono regolarmente il contenuto delle proprie interpellanze agli organi di stampa prima ancora che l’amministrazione abbia predisposto la relativa risposta e, in alcune occasioni, «perfino prima che io abbia materialmente la possibilità di prenderne visione attraverso il protocollo comunale».
«Mi è capitato più volte – osserva – di leggere un’interpellanza sul giornale prima ancora che sul protocollo del Comune. Si tratta naturalmente di una scelta politica pienamente legittima, così come è legittimo che un organo di stampa decida di pubblicare la notizia e raccogliere le posizioni dei soggetti coinvolti. Ma chi sceglie di aprire il dibattito pubblico sui giornali non può poi pretendere che il sindaco rinunci a rispondere alle domande dei giornalisti».
Per il sindaco il proprio ruolo comporta due responsabilità che devono convivere.
«Il mio compito – scrive – mi impone di rispettare rigorosamente il Regolamento del Consiglio comunale e, allo stesso tempo, di garantire trasparenza nei confronti della comunità. In questa vicenda entrambe queste responsabilità sono state pienamente rispettate».
Nel documento Zanoni richiama anche il lavoro svolto dall’attuale amministrazione sul fronte delle risposte agli atti ispettivi, ricordando come «le interpellanze vengano sistematicamente evase entro i termini previsti dal Regolamento», una circostanza che, sottolinea, rappresenterebbe «una chiara discontinuità rispetto al passato».
«Quando sedevo tra i banchi dell’opposizione – ricorda – ho personalmente sperimentato situazioni nelle quali interrogazioni e interpellanze non hanno mai ricevuto alcuna risposta. Non richiamo questi episodi per alimentare polemiche, ma perché credo sia giusto ricordare i fatti quando si parla di rispetto delle prerogative dei consiglieri comunali».
Da qui la conclusione politica della replica.
«Respingo con decisione l’affermazione secondo cui vi sarebbe uno svilimento del ruolo del consigliere comunale. Al contrario – conclude Zanoni – ritengo che a rischiare di svilire il prestigio delle istituzioni sia il tentativo di trasformare sistematicamente ogni vicenda amministrativa in una polemica politica, anche quando non esiste alcuna violazione del Regolamento. La correttezza istituzionale non consiste nel sottrarsi al confronto pubblico, ma nel rispettare le regole. E in questa vicenda le regole sono state rispettate integralmente».
Con questa risposta si chiude il capitolo amministrativo dell’interpellanza, ma il confronto politico tra maggioranza e opposizione sul rapporto tra attività istituzionale e comunicazione pubblica appare destinato a proseguire anche nelle prossime sedute del Consiglio comunale.
(n.f.)