Viti a rischio flavescenza: scatta l’appello ai controlli obbligatori

Redazione22/07/20263min
arco flavescenza dorata

 

Cresce la preoccupazione per la diffusione della flavescenza dorata della vite e dalla Provincia arriva un nuovo richiamo rivolto ai viticoltori, chiamati a intensificare l’attività di controllo nei propri vigneti. A rilanciare l’avviso è anche il Comune di Arco, dopo che l’Ufficio fitosanitario del Servizio agricoltura provinciale ha evidenziato come, durante le recenti attività di monitoraggio, sia emersa «una scarsa sensibilità di alcuni viticoltori» nel mantenere un efficace sistema di autocontrollo e nel rimuovere tempestivamente le piante che presentano i sintomi della malattia. Una disattenzione che, sottolineano i tecnici, rischia di avere conseguenze ben oltre il singolo appezzamento.
Le piante infette, infatti, possono diventare un punto di partenza per la diffusione del fitoplasma anche ai vigneti circostanti, mettendo a rischio produzioni e aziende di intere aree vitate.
Per questo motivo la Provincia ricorda che l’attività di autocontrollo non rappresenta una semplice raccomandazione, ma un obbligo previsto dalla determinazione provinciale n. 5573 del 27 maggio 2026.

 


 

Ai viticoltori viene chiesto di effettuare con regolarità tre azioni fondamentali: monitorare le piante imparando a riconoscere i sintomi della malattia, estirpare senza ritardi gli esemplari infetti ed eseguire correttamente i trattamenti contro l’insetto vettore.
La flavescenza dorata è infatti una malattia da quarantena, soggetta a lotta obbligatoria, provocata da un fitoplasma che colpisce il sistema di trasporto della linfa della vite, compromettendo progressivamente la salute della pianta.
Le conseguenze possono essere pesanti: dalla diminuzione della quantità e della qualità dell’uva fino al deperimento della vite.
A rendere particolarmente pericolosa questa patologia è soprattutto la sua capacità di diffondersi rapidamente attraverso lo scafoideo (Scaphoideus titanus), una piccola cicalina che vive esclusivamente sulle viti e trasmette il fitoplasma nutrendosi delle foglie. In presenza dell’insetto, anche una sola pianta infetta può trasformarsi in una fonte di contagio per l’intero vigneto.
La Provincia invita quindi tutti i produttori, professionali e hobbisti, a non abbassare la guardia e a collaborare attivamente nella prevenzione, ricordando che la tempestività nell’individuare e rimuovere le piante malate rappresenta lo strumento più efficace per contenere una malattia che continua a rappresentare una delle principali minacce per la viticoltura trentina.