A Rione nasce la “Piazzetta dei diritti”: i ragazzi e nuovi spazi per il quartiere

Redazione01/07/20266min
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Un luogo in cui stare, incontrarsi, giocare, respirare, sentirsi parte di un quartiere. È questo il cuore della “Piazzetta dei diritti”, il progetto che ha mosso i primi passi in piazza Maria Contini, a Rione, trasformando uno spazio pubblico in un laboratorio aperto di creatività, cittadinanza e partecipazione.
Lunedì 8 giugno si è concluso il primo step del percorso promosso da Up&Mind, in collaborazione con la scuola, professionisti e realtà del terzo settore. Un momento semplice, ma molto significativo, perché ha messo al centro lo sguardo dei ragazzi e delle ragazze dell’Istituto Comprensivo Riva 2, chiamati a immaginare come alcuni luoghi del quartiere possano diventare più accoglienti, sicuri e vivi.
A raccontare il senso dell’iniziativa è Barbara Tamburrino di Up&Mind, che sottolinea l’importanza di rendere visibile il lavoro svolto dai giovani: per loro, vedere riconosciuto questo momento significa sentire che il proprio pensiero conta davvero. Il progetto nasce infatti da un percorso partecipativo che ha coinvolto bambini, famiglie e residenti del quartiere, attraverso un laboratorio di immaginazione degli spazi pubblici.

 


 

La “Piazzetta dei diritti” prende forma attraverso interventi di rigenerazione urbana leggera: street art, installazione di totem creativi con i disegni dei bambini, piccoli segni nello spazio pensati per favorire l’incontro, lo studio, il gioco e la presenza quotidiana della comunità. Non grandi opere, dunque, ma azioni semplici e ad alto impatto sociale, capaci di restituire significato a un luogo e di farlo percepire come bene comune.
Il percorso ha visto la collaborazione della dottoressa Vania Omezzolli, professionista e co-ideatrice di Up&Mind, con la professoressa Giovanna Chiarani di Italiano, le professoresse Carlotta Montagni e Anna Campetti di Arte e il professor Marco Frisinghelli di Tecnologia. Partendo dall’interno della scuola, gli studenti sono stati accompagnati a riflettere sui diritti che sentono più vicini nella loro fascia d’età, tra gli 11 e i 14 anni, e su come questi possano trovare una rappresentazione concreta nello spazio pubblico.
Il primo passo si è concluso con la consegna al dirigente scolastico, professor Maurizio Caproni, e la successiva collocazione dei tre pannelli realizzati dai ragazzi della classe prima A insieme agli studenti degli opzionali di arte.
“Si è voluto portare uno sguardo identitario maggiore anche ai ragazzi, promuovendo quello che è un pensiero partecipato”, spiega Vania Omezzolli. Il lavoro, aggiunge, ha permesso ai giovani di raccontare le proprie storie, intrecciando l’incontro con l’arte e la capacità di confrontarsi e negoziare insieme quali siano i diritti più sentiti oggi.
I temi scelti dai ragazzi parlano in modo chiaro: incontro, ambiente, gioco libero e relax. Diritti quotidiani, concreti, che raccontano il bisogno di spazi non solo funzionali, ma anche umani. Luoghi in cui potersi fermare, stare con gli altri, vivere il quartiere senza fretta e senza paura.
“Questi sono i diritti che loro sentono di rappresentare a quest’età”, osserva ancora Omezzolli. “È un dato interessante, perché siamo andati ad ascoltare una fascia d’età già in evoluzione e capace di riportare quello che potrà avvenire nel prossimo futuro”.
Il percorso non si ferma qui. A settembre è prevista la seconda parte del progetto, con il coinvolgimento dei bambini della scuola primaria, della Biblioteca di Riva del Garda e del Comune di Riva del Garda. Piazzetta Contini, intanto, ha già iniziato a cambiare volto: non solo uno spazio urbano, ma un piccolo laboratorio di comunità. (n.f.)