Spiaggia degli Olivi, i giovani rilanciano: «Non è una battaglia politica, vogliamo far rinascere la Busa»

La Spiaggia degli Olivi è soltanto il simbolo di una richiesta molto più ampia. Dietro la raccolta firme che nelle ultime settimane ha acceso il dibattito pubblico a Riva del Garda non c’è una sfida all’amministrazione comunale, né una contrapposizione politica. C’è invece la volontà di una nuova generazione di farsi ascoltare e di riportare al centro dell’attenzione un tema che molti ragazzi dell’Alto Garda considerano ormai non più rinviabile: la mancanza di occasioni di aggregazione, divertimento e socialità sul territorio.
A raccontarlo sono Edoardo Zambotti e Nicolò Zampedri, tra i promotori dell’iniziativa che, in pochi giorni, ha già raccolto circa 800 firme e punta ora a raggiungere quota mille prima della consegna ufficiale in Comune.
«Dobbiamo fare un po’ di chiarezza – spiegano – perché il discorso è molto più ampio rispetto all’organizzazione di un singolo evento estivo. La raccolta firme è nata per fare capire che manca qualcosa a noi giovani. Mancano momenti di aggregazione e di divertimento senza dover prendere la macchina e fare decine o centinaia di chilometri per trovare un’alternativa».
L’iniziativa, precisano, è nata spontaneamente tra studenti delle scuole superiori e universitari. «Non ha alcun colore politico. Il gruppo che ha avviato la raccolta firme è formato esclusivamente da giovani. Non abbiamo mai esposto una bandiera politica e non vogliamo che la nostra proposta venga letta come una battaglia tra maggioranza e opposizione».
Anzi. I ragazzi rivendicano la volontà di collaborare con tutti. «La nostra bandiera è l’obiettivo comune di fare qualcosa per i giovani. Noi cerchiamo il dialogo, non lo scontro. Siamo pronti a confrontarci con il Comune, con il Tavolo Giovani, con Riva del Garda Fierecongressi e con tutte le realtà interessate».
La Spiaggia degli Olivi rappresenta il cuore simbolico della proposta. «Non vogliamo riportare indietro le lancette del tempo né far tornare il Tiffany. Vorremmo però che uno dei luoghi più belli e rappresentativi della città potesse tornare a vivere anche attraverso eventi dedicati ai cittadini e ai giovani».
Ma sarebbe un errore pensare che tutto ruoti attorno alla storica struttura progettata da Giancarlo Maroni. La vera novità emersa dai banchetti e dagli incontri con la cittadinanza è infatti la volontà di costruire una visione territoriale più ampia. «La Spiaggia degli Olivi è soltanto un punto di partenza. Noi immaginiamo una programmazione che coinvolga tutto l’Alto Garda e che valorizzi anche altre strutture già esistenti, a Riva, Arco e Torbole».
Tra le idee emerse c’è, ad esempio, quella di utilizzare alcuni spazi del quartiere fieristico della Baltera durante i mesi autunnali e invernali. «Il Palafiere ha grandi spazi, parcheggi, collegamenti e potrebbe diventare una location ideale per ospitare eventi dedicati ai giovani».
L’obiettivo è quello di creare un vero e proprio contenitore di iniziative distribuite lungo tutto l’anno: concerti, aperitivi musicali, eventi al tramonto, serate danzanti, appuntamenti culturali e occasioni di incontro capaci di coinvolgere non soltanto i ventenni, ma anche le generazioni che ricordano con nostalgia gli anni del Tiffany, della Conca e degli altri locali che hanno segnato la storia del divertimento gardesano.
«Non vogliamo che Riva del Garda diventi Ibiza o Riccione. Chiediamo semplicemente di passare dal quasi nulla di oggi a una programmazione seria e continuativa».
Tra le proposte che stanno prendendo forma c’è anche quella di costruire un vero “Capodanno rivano”, capace di attirare giovani da tutto il Trentino e diventare un appuntamento fisso del calendario invernale.
Per questo motivo il documento che verrà consegnato al Comune al termine della raccolta firme non conterrà soltanto richieste, ma anche idee e proposte raccolte tra cittadini, associazioni e giovani del territorio. «Ci piacerebbe sederci attorno a un tavolo e costruire qualcosa insieme. Non vogliamo fare polemica. Vogliamo dare visibilità a una problematica reale e contribuire a trovare delle soluzioni».
Un messaggio che va oltre la Spiaggia degli Olivi e guarda al futuro dell’intera Busa. «Per troppi anni ci si è abituati al nulla. Noi crediamo che sia arrivato il momento di cambiare passo. Non chiediamo l’impossibile: chiediamo occasioni di incontro, cultura e divertimento vicino a casa. Per noi, ma anche per i tanti giovani turisti che scelgono l’Alto Garda».
Per i promotori della raccolta firme, insomma, la vera sfida non è riaprire una struttura. È riportare energia, idee e partecipazione in un territorio che, secondo loro, ha tutte le potenzialità per tornare a essere un punto di riferimento anche per il mondo giovanile.
Nicola Filippi










