Da Arco a Base Tuono: la replica di “Little Boy” firmata dal carpentiere Fabrizio Baroni

Un oggetto simbolo della storia mondiale, costruito a pochi chilometri dal Garda. La replica di “Little Boy” esposta a Base Tuono porta la firma di Fabrizio Baroni, artigiano arcense che ha trasformato un progetto complesso in un’opera dal forte impatto storico.
Dalla NATO al museo
Attiva tra il 1966 e il 1977, la base era parte del sistema difensivo della NATO nel Nord Italia, equipaggiata con missili Nike-Hercules pronti a intercettare eventuali minacce aeree. Oggi il sito è un museo a cielo aperto, gestito con il supporto della Fondazione Museo storico del Trentino, e rappresenta una delle testimonianze più complete della Guerra Fredda in Europa.
Il percorso di visita consente di entrare nei bunker, osservare i radar e comprendere il funzionamento di un sistema militare pensato per evitare – più che combattere – un conflitto globale. Un viaggio immersivo dentro quella che fu la stagione dell’“equilibrio del terrore”.
La ricostruzione: “Little Boy” parla anche arcense
La presenza della replica in scala reale di “Little Boy” aggiunge oggi un nuovo livello di lettura al museo. L’opera, ospitata nell’hangar dell’F104S, è stata realizzata interamente dalla carpenteria di Arco guidata da Fabrizio Baroni, coinvolgendo tutta la squadra aziendale.
“Little Boy” fu la prima bomba atomica utilizzata in guerra: venne sganciata dagli Stati Uniti il 6 agosto 1945 sulla città giapponese di Hiroshima, durante la fase finale della Seconda guerra mondiale. Era un’arma nucleare a uranio e la sua esplosione vaporizzò una città, con decine di migliaia di vittime immediate e conseguenze drammatiche nei mesi e negli anni successivi.
La ricostruzione realizzata da Fabrizio Baroni richiama dunque uno dei passaggi più tragici del Novecento e apre una riflessione sull’inizio dell’era nucleare, poi diventata centrale anche negli equilibri della Guerra Fredda. Un lavoro tecnico e simbolico insieme, che rafforza il legame tra Base Tuono e il territorio dell’Alto Garda e Ledro.
Tra storia e attualità
In un contesto internazionale in cui i temi geopolitici sono tornati centrali, Base Tuono si conferma non solo un luogo di esposizione, ma uno spazio di riflessione sul rapporto tra tecnologia, conflitto e deterrenza. Inserita in un contesto naturale di grande valore, a pochi passi dal Lago Coe, la base è oggi una meta sempre più frequentata da turisti, scuole e appassionati. L’apertura straordinaria prevista per il ponte del Primo Maggio – dalle 10 alle 17 con orario continuato – offre un’occasione ulteriore per scoprire il sito e le sue novità.
Eventi come la Rimpatriata Forum Nike Missile (21 giugno) contribuiscono inoltre a mantenere vivo il legame con chi ha operato in queste strutture, trasformando Base Tuono in un punto di incontro tra memoria storica e comunità.
Un patrimonio che guarda al futuro
Oggi Base Tuono è molto più di un museo: è un crocevia tra storia globale e identità locale. E la presenza di un’opera realizzata da un artigiano di Arco ne è la dimostrazione più concreta.
Un segnale di come anche il territorio dell’Alto Garda e Ledro possa essere protagonista nella valorizzazione di luoghi simbolici, contribuendo a raccontare la storia con competenze, passione e radicamento locale. (n.f.)










