Tiro alla fune, ad Arco si riparte tra passione e difficoltà strutturali

Redazione11/04/20264min
TIRO ALLA FUNE ARCO (3)

 

Il tiro alla fune ad Arco prova a ripartire tra entusiasmo, tradizione e ostacoli ancora da superare. Dopo gli anni difficili segnati dalla pandemia, l’Asd Tiro alla Fune Arco guarda al futuro con l’obiettivo di tornare protagonista anche fuori dai confini locali.
Fondata nel 2015 su iniziativa del primo presidente Aldo Versini, la realtà arcense affonda le sue radici in un contesto particolarmente vivace: in quegli anni quasi ogni frazione del territorio poteva contare su una propria squadra. Le competizioni erano numerose e molto sentite, alimentate da una rivalità sana e partecipata. Il tiro alla fune era infatti presenza fissa nelle principali manifestazioni locali, dalle feste dell’Addolorata e di San Isidoro fino al Palio di Bolognano. Non mancavano nemmeno le esperienze fuori provincia, con risultati significativi che testimoniavano la crescita del movimento.
L’arrivo del Covid ha però interrotto questo percorso, mettendo in difficoltà l’intero settore. Oggi, grazie a un direttivo motivato e a un gruppo di atleti eterogeneo – composto da uomini e donne, a conferma della natura inclusiva di questa disciplina – si cerca di ricostruire e rilanciare l’attività.

 

 

Attualmente la squadra partecipa a eventi locali e manifestazioni sportive del territorio, mantenendo viva la presenza del tiro alla fune nel tessuto sociale altogardesano. Ma l’ambizione è più ampia: riportare Arco nel circuito delle competizioni nazionali.
A frenare questa crescita, tuttavia, sono alcune criticità strutturali e organizzative che non riguardano solo il sodalizio arcense, ma anche altre realtà a livello provinciale e regionale.

 

 

A spiegare la situazione è il presidente Giorgio Dalrì: “Abbiamo il grande problema della mancanza di una struttura adeguata per potervi svolgere i nostri allenamenti. Speriamo nell’aiuto dell’Amministrazione comunale”.
Una difficoltà che incide anche sul ricambio generazionale: “Avere a disposizione un luogo adatto ci permetterebbe di reclutare giovani e far capire che il tiro alla fune non è solo uno sport da festa paesana, ma una disciplina basata su forza, resistenza, tecnica e grande passione”.
Non solo strutture. Anche la partecipazione alle competizioni nazionali rappresenta oggi un ostacolo: “Non riusciamo più a prendere parte a Campionati italiani e Coppa Italia come in passato. Intanto partecipiamo, su invito, ad eventi che coinvolgono anche altre discipline”.
Nonostante le difficoltà, la volontà di crescere resta forte: “Vogliamo iniziare un percorso che ci permetta di tornare a gareggiare a livello nazionale. Per questo non vorremmo più allenarci in uno scantinato. Speriamo nell’aiuto dell’Amministrazione o di qualche sponsor”.
Nel frattempo l’attività prosegue sul territorio con appuntamenti come il Palio di Bolognano, la Festa dello Sport di Arco, i Giochi della Gioventù e Arco Slow. “Non ci accontentiamo – conclude Dalrì – vogliamo crescere ed uscire dall’ambito altogardesano”.
I presupposti, tra passione, storia e voglia di rilancio, non mancano. Ora la sfida sarà trasformarli in un ritorno concreto del tiro alla fune arcense ai livelli di un tempo.