Ciclovia del Garda, motoseghe in azione: alberi abbattuti in Val Gola

Redazione04/04/20264min
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Decine di alberi tagliati, tra cui cipressi secolari, e un paesaggio naturale trasformato in un cantiere fatto di cemento e ferro. È l’immagine, dura e contestata, che arriva dalla Val Gola, piccola riserva naturale tra Limone e Riva del Garda, dove sono iniziati i lavori per la ciclovia del Garda.
A denunciarlo è il Coordinamento interregionale per la tutela del Garda, che parla senza mezzi termini di “scempio inaccettabile”. Le motoseghe hanno già cancellato una porzione significativa della vegetazione, in un’area considerata tra le più preziose e delicate del territorio gardesano. Al posto degli alberi, spiegano gli ambientalisti, sorgeranno i plinti destinati a sostenere le passerelle del tracciato ciclabile.

 

 

 

 

 

Non si tratta di un episodio isolato. Il Coordinamento ricorda come interventi simili siano già avvenuti in altri tratti del lago, come a Torri del Benaco, e rappresentino, secondo l’associazione, il segno di un progetto “pensato solo per attrarre turismo”, senza un’adeguata attenzione agli equilibri ambientali.
La battaglia del gruppo ambientalista contro la ciclovia del Garda va avanti da tempo. In più occasioni il Coordinamento ha chiesto di fermare o ripensare l’opera, proponendo soluzioni alternative meno impattanti e denunciando i rischi legati a interventi invasivi lungo le sponde del lago.
Preoccupazioni che si estendono anche ad altri tratti ancora in fase progettuale. Nel mirino c’è, ad esempio, la sponda occidentale nel comune di Ledro, dove il progetto prevede passerelle a sbalzo, gallerie e interventi su pareti rocciose classificate a massimo rischio idrogeologico. Un contesto che, secondo gli ambientalisti, potrebbe mettere in pericolo non solo l’ambiente ma anche la sicurezza della viabilità sulla Gardesana occidentale.
Oltre agli aspetti tecnici, il Coordinamento richiama l’attenzione sul valore storico e naturalistico delle aree coinvolte, come la foce del Ponale e gli antichi percorsi della valle di Ledro, tutelati anche dal Piano urbanistico provinciale.
Intanto, però, i lavori avanzano. E con loro cresce la mobilitazione di associazioni e cittadini che chiedono uno stop immediato agli interventi più impattanti e un confronto pubblico sul futuro della ciclovia. Per il Coordinamento, il tempo delle segnalazioni è finito: “Fermatevi”, è l’appello lanciato con forza.

(n.f.)