Vacanza amara ad Arco: austriaco sposta la moto senza casco, scattano multa e sequestro

Redazione20/05/20264min
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Una vacanza che doveva essere all’insegna del relax sul Garda trentino si è trasformata in una vera e propria odissea burocratica per un turista austriaco in visita ad Arco. A raccontare la vicenda, con toni duri e amareggiati, è M.F., motociclista proveniente da Linz, che ha scritto alla nostra redazione denunciando quello che definisce “l’intervento più assurdo mai subito da parte della Polizia locale”.
“Sono austriaco e recentemente mi sono recato ad Arco in moto come turista. Lì sono stato vittima dell’intervento più assurdo da parte di un vigile urbano che io abbia mai vissuto, e ora dovrò sopportarne le conseguenze anche nelle prossime settimane” scrive il lettore, spiegando come tutto sarebbe nato da una semplice manovra di parcheggio nel centro cittadino.
Secondo il suo racconto, il motociclista si stava dirigendo verso l’area destinata ai parcheggi per i mezzi a due ruote al Largo SAT, vicino al Foro Boario. “Dopo essermi fermato, essere sceso e aver tolto il casco, mi sono accorto che mi ero fermato sul lato della strada riservato alle biciclette, mentre i parcheggi per le moto si trovavano sul lato opposto”, racconta. A quel punto avrebbe deciso di spostare la moto di pochi metri. “Ho quindi spostato la mia moto in quel punto senza rimettermi il casco, dato che si trattava di soli 10 metri, a passo d’uomo”.

 

 

Proprio durante quello spostamento stava casualmente passando una pattuglia della Polizia locale. “In quel momento si è avvicinata una pattuglia dei Vigili locali con le sirene accese (!) e mi ha fermato”, prosegue M.F., che riferisce di essere stato sanzionato immediatamente.
Le conseguenze, però, sarebbero andate ben oltre. “Ho dovuto pagare una multa di 86 Euro e alla mia moto è stato inflitto un fermo di due mesi. Ora sono di nuovo a casa in Austria e la mia moto è in custodia in Italia fino all’8 luglio”.
Un provvedimento che il turista definisce sproporzionato rispetto alla violazione contestata e che, a suo dire, gli starebbe creando notevoli difficoltà logistiche e personali.
Nel lungo sfogo inviato alla redazione il lettore punta il dito anche contro le modalità dell’intervento e la gestione amministrativa della pratica. “Ciò che mi infastidisce molto, tra l’altro, è che la sola procedura amministrativa sia durata due ore – scrive – Il giovanissimo agente ha dovuto telefonare continuamente (immagino ai superiori) apparentemente per farsi spiegare sul da fare e/o farsi approvare il suo intervento”.
Secondo il racconto del turista la scena avrebbe attirato l’attenzione anche dei presenti che stavano nel locale vicino. “Al bar di fronte potevano osservare tutto, sia i dipendenti che i clienti. Erano tutti sbalorditi dell’accaduto e si vergognavano per l’operato dell’agente”.
Una testimonianza destinata inevitabilmente ad accendere il dibattito sul rapporto tra controlli della Polizia Locale, la polemica sul ripristino dei Vigili Urbani in città nonché buon senso e accoglienza turistica in una località che vive anche grazie alla presenza di visitatori stranieri.