Arco, contro le nuove solitudini nascono i “Pranzi di comunità”

«Non è soltanto condividere un pasto, ma creare uno spazio di incontro, relazione e inclusione capace di mettere al centro il senso più autentico della comunità: condividere tempo, ascolto e vicinanza». Con queste parole l’assessore alle politiche giovanili e sociali Mattia Mascher ha accompagnato la presentazione del progetto “Pranzi di comunità”, iniziativa pensata per contrastare le nuove forme di solitudine e rafforzare i legami sociali ad Arco.
La presentazione pubblica si è svolta giovedì 12 marzo negli spazi del laboratorio dell’associazione Dream, in via Caduti di Cefalonia, dove è stata illustrata un’idea che punta a trasformare un gesto quotidiano come il pranzo in un’occasione di incontro e partecipazione.
Alla base del progetto c’è una riflessione sempre più presente anche nel mondo sociale: oggi la solitudine non riguarda soltanto chi vive situazioni di difficoltà economica o di marginalità evidente. Accanto a queste realtà stanno emergendo forme di isolamento più silenziose, che coinvolgono anziani soli, giovani con molte connessioni ma poche relazioni reali, oppure persone che attraversano momenti complicati della propria vita.
I “Pranzi di comunità” nascono proprio per rispondere a questo fenomeno, proponendo una “mensa della relazione” dove il cibo diventa uno strumento per ricostruire legami. Tavoli apparecchiati, persone che cucinano insieme e momenti condivisi diventano così occasioni per ritrovare vicinanza e dialogo.
L’assessore Mascher ha sottolineato come l’iniziativa rappresenti un tassello importante nella costruzione di una comunità più inclusiva. Il progetto, ha evidenziato, rafforza una visione sociale che mette al centro le relazioni e trasforma le fragilità individuali in occasioni di incontro e di crescita reciproca.
Un ruolo centrale è affidato all’associazione Dream, che da tempo lavora sul territorio con percorsi dedicati ai giovani e all’inclusione sociale. Nel progetto i ragazzi coinvolti nelle attività dell’associazione partecipano direttamente all’accoglienza e alla preparazione dei pasti, diventando parte attiva di un’esperienza che unisce solidarietà e partecipazione.
Secondo l’assessore, iniziative di questo tipo sono fondamentali in un momento storico in cui il tema delle solitudini sta diventando sempre più pressante anche in territori che, all’apparenza, sembrano ricchi di opportunità. Progetti che generano prossimità e relazioni contribuiscono infatti a rafforzare la qualità sociale di una comunità.
Il progetto è stato promosso dall’associazione Dream in collaborazione con Comune di Arco, Caritas di Arco, Oratorio di Arco, Banco alimentare di Trento e Coop Alto Garda.
L’iniziativa nasce nell’ambito del bando “Intrecci possibili”, sostenuto dalla Fondazione Caritro e dalla Fondazione trentina per il volontariato sociale, con l’obiettivo di sviluppare nuove reti di solidarietà e partecipazione nelle comunità locali.
(n.f.)










