Inverno sempre più caldo sull’Alto Garda: il 2025-2026 tra i più miti degli ultimi trent’anni

L’inverno appena concluso conferma una tendenza ormai evidente da anni: temperature sopra la media, precipitazioni contenute e neve quasi del tutto assente in fondovalle. A tracciare il bilancio climatico della stagione 2025-2026 è il meteorologo arcense Matteo Calzà attraverso il portale Garda‑Meteo.com, punto di riferimento per molti residenti e turisti che frequentano l’Alto Garda.
L’analisi si basa sui dati della stazione meteorologica di Varone, attiva dal 1995, e restituisce un quadro piuttosto chiaro: l’inverno appena trascorso è stato il secondo più mite degli ultimi trent’anni, con una temperatura media di +6,1°C, a pari merito con l’inverno 2019-2020. A fare peggio – o meglio, in questo caso – resta soltanto l’eccezionale inverno 2023-2024, che con +6,7°C è stato il più caldo almeno degli ultimi 150 anni.
Il confronto con i valori medi rende ancora più evidente la differenza. La media invernale registrata dal 1995 a oggi si aggira attorno ai +4,1°C, mentre la media storica supera di poco i +3°C. In altre parole, l’inverno appena concluso si colloca circa due gradi sopra la media recente e addirittura tre gradi oltre i valori storici.
L’unico episodio capace di ricordare gli inverni di qualche decennio fa è stato il freddo della prima metà di gennaio, quando per alcune mattine la temperatura è scesa tra -5° e -6°C. Nulla di eccezionale in senso assoluto – fino a venti o trent’anni fa erano valori normali – ma ormai piuttosto rari negli ultimi inverni. La minima assoluta della stagione è stata infatti -6,2°C registrata l’8 gennaio, mentre il valore massimo è stato +16,2°C il 20 febbraio.
Anche il numero di giornate con temperature sotto lo zero racconta il cambiamento in atto. Nei tre mesi invernali se ne sono registrate 23, un dato che qualche decennio fa rappresentava la media del solo mese di gennaio. Secondo le serie climatiche più recenti, un inverno “tipico” dovrebbe totalizzare circa 45 giorni di gelo, mentre la media storica superava i 55 giorni.
Sul fronte delle precipitazioni, l’inverno 2025-2026 ha fatto registrare 136 millimetri complessivi, contro una media di 196 millimetri. Il deficit è legato soprattutto a un dicembre particolarmente secco – appena 17 millimetri contro i 75 normalmente attesi – mentre gennaio e febbraio si sono mantenuti più vicini alla norma. I giorni con precipitazioni sono stati 18, poco meno dei 21 medi.
Il dato che più colpisce, però, riguarda la neve. In fondovalle gli episodi sono stati praticamente inesistenti: soltanto qualche accenno di nevischio il 9 gennaio e un breve episodio di neve mista a pioggia il 19 febbraio, durato meno di mezz’ora. Un bilancio ben lontano dalla media storica, che per un inverno tipico a Riva del Garda parlerebbe di circa 27 centimetri di neve distribuiti in sei giorni.
Guardando alle serie più recenti, il quadro diventa ancora più significativo. Escludendo la nevicata del 28 dicembre 2020, che portò 39 centimetri in città, dal 2018 a oggi a Riva del Garda sono caduti complessivamente appena 7,5 centimetri di neve. Un dato che, sottolinea Calzà, rappresenta una sequenza senza precedenti da quando esistono rilevazioni meteorologiche nell’Alto Garda, ovvero dal 1869.
Numeri che raccontano un inverno sempre più simile a una lunga stagione di mezza primavera e che confermano come anche sul lago di Garda gli effetti del cambiamento climatico stiano diventando sempre più evidenti.
(n.f.)










