Arco, proposta di “buono taxi”: “La Mozione punta su mobilità e sicurezza per le categorie fragili”

Nel Consiglio comunale di Arco approda il tema della mobilità inclusiva. Il capogruppo del PATT Carlo Pedergnana ha presentato una mozione che propone l’introduzione di un “buono taxi”, uno strumento pensato per rendere più accessibile l’utilizzo del servizio taxi da parte delle fasce di popolazione che incontrano maggiori difficoltà negli spostamenti quotidiani.
L’iniziativa, depositata il 20 febbraio e indirizzata al presidente del Consiglio comunale Marco Manzoni, chiama in causa direttamente la sindaca Arianna Fiorio e l’aula consiliare, chiedendo un impegno politico e amministrativo concreto.
Una misura mutuata dall’esperienza di Trento
La proposta trae ispirazione da un modello già sperimentato nel Comune di Trento, dove un sistema di voucher taxi è stato introdotto la scorsa estate. Pedergnana richiama esplicitamente quell’esperienza come riferimento operativo: «Sul territorio non esiste un servizio taxi dedicato alle categorie più fragili, né un sistema di tariffe agevolate tramite voucher. Considerando che a Trento questo servizio è attivo e regolarmente utilizzato, l’intenzione è di attivarlo anche ad Arco e in Alto Garda».
Il principio è semplice: una parte del costo della corsa verrebbe sostenuta dall’ente pubblico, mentre la quota restante rimarrebbe a carico dell’utente. Un meccanismo di cofinanziamento che mira a ridurre l’ostacolo economico senza sostituirsi completamente al mercato.
Le criticità del territorio: accessibilità e orari serali
Nel testo della mozione vengono evidenziati alcuni elementi ritenuti strutturali:
– l’assenza di un servizio taxi specificamente orientato alle categorie più fragili;
– la mancanza di tariffe agevolate;
– le difficoltà di accesso ai servizi di trasporto, soprattutto per anziani e disabili.
Accanto al tema dell’accessibilità, emerge quello della sicurezza negli spostamenti serali e notturni. Secondo Pedergnana, la domanda di mobilità alternativa al trasporto pubblico risulta in crescita non solo tra gli anziani, ma anche tra giovani e donne, categorie che possono percepire maggiori criticità negli orari meno coperti o in determinate situazioni.
Il voucher taxi viene quindi presentato non solo come misura sociale, ma anche come possibile strumento di prevenzione e tutela.
Cosa chiede la mozione al Consiglio comunale
Nel dispositivo finale, la mozione impegna sindaca e Consiglio comunale a:
– stipulare una convenzione con la cooperativa Radio Taxi del territorio, per il rilascio di buoni sconto;
– demandare al Consiglio la definizione dell’importo del buono e del numero di voucher assegnabili a ciascun utente, affinché risultino congrui rispetto alle esigenze locali.
Si tratta dunque di una proposta che non entra nei dettagli economici, ma che rimette all’aula la valutazione delle soglie di sostenibilità finanziaria e dell’effettiva platea dei beneficiari.
Impatti possibili: tra politiche sociali e sostenibilità
L’eventuale approvazione della mozione aprirebbe diversi fronti di discussione:
1. Platea dei destinatari
Chi rientrerebbe tra le “categorie fragili”? Anziani, persone con disabilità, ma anche altre fasce come studenti, lavoratori serali o donne? La definizione non è neutra e incide direttamente sulle risorse necessarie.
2. Copertura finanziaria
Il contributo pubblico alle corse taxi comporterebbe un impegno di bilancio. Andrebbero valutati costi, limiti annuali, criteri di accesso e modalità di controllo.
3. Integrazione con il trasporto pubblico
Il voucher non sostituirebbe i servizi esistenti, ma potrebbe agire come complemento, soprattutto nelle fasce orarie meno servite o per tratte difficilmente coperte dal trasporto collettivo.
4. Effetti sul territorio dell’Alto Garda
Pur essendo una mozione comunale, la proposta si inserisce in un contesto sovracomunale. Un eventuale sviluppo coordinato con altri enti locali potrebbe rafforzarne l’efficacia.
Un tema destinato al confronto politico
La mozione di Carlo Pedergnana (PATT) introduce nel dibattito consiliare un tema che incrocia politiche sociali, mobilità e sicurezza urbana. Il passaggio in aula sarà decisivo per comprendere orientamenti, priorità e margini di manovra dell’amministrazione.
Al centro della discussione, la domanda di fondo resta chiara: come garantire maggiore autonomia negli spostamenti a chi oggi incontra più ostacoli, conciliando equità sociale e sostenibilità delle scelte pubbliche.
(n.f.)










