Carta, un rinnovo atteso: aumenti, diritti e il nodo del potere d’acquisto

Nel cuore del distretto cartario del Garda, dove la carta non è soltanto un prodotto industriale ma un vero pilastro economico e occupazionale del territorio, si apre una fase decisiva per migliaia di lavoratori. All’inizio di marzo, infatti, sono attese le assemblee chiamate a esprimersi sull’ipotesi di rinnovo del contratto nazionale del settore “carta”, siglata al termine di una trattativa definita dagli stessi protagonisti lunga, tesa e complessa.
L’intesa è maturata “all’alba di martedì”, dopo una vera e propria maratona negoziale iniziata il giorno precedente. Ore di confronto serrato, passaggi tecnici e mediazioni che hanno coinvolto le organizzazioni sindacali e le rappresentanze datoriali. Al tavolo era presente anche Paolo Pellegrini, segretario di categoria UGL Chimici Carta e Stampa, insieme alla delegazione sindacale, a testimonianza di quanto il rinnovo fosse atteso e strategico per un comparto che nel Garda e in Trentino riveste un peso rilevante.
La partita economica: aumenti e tempistiche
Il cuore dell’accordo è rappresentato dalla parte economica. L’ipotesi di rinnovo prevede un incremento complessivo di 275 euro sui minimi tabellari, parametrati sul livello C1, distribuiti lungo un arco temporale che arriva al 31 dicembre 2028. La scansione degli aumenti segue un calendario preciso:
– 125 euro da aprile 2026
– 45 euro da gennaio 2027
– 45 euro da gennaio 2028
– 60 euro da settembre 2028
Si tratta di un aumento strutturale, destinato quindi a incidere direttamente sulla busta paga e non legato a misure una tantum. Nel complesso, considerando anche gli interventi sul welfare contrattuale, l’incremento viene stimato intorno al 14,8%, dato che offre una dimensione concreta dell’impatto economico del rinnovo.
Un elemento non secondario in un contesto che, negli ultimi anni, ha visto il potere d’acquisto dei salari eroso dall’inflazione e dall’aumento del costo della vita. Proprio su questo aspetto si concentra una parte significativa della lettura sindacale dell’intesa.
Welfare e ciclo continuo: cosa cambia
Accanto agli aumenti salariali, il rinnovo introduce modifiche di rilievo sul fronte del welfare e dell’organizzazione del lavoro. Tra i punti evidenziati:
– incremento dello 0,2% su Biblos, il sistema di welfare contrattuale
– miglioramento del fondo sanitario integrativo
– 8 ore annue aggiuntive di riposo compensativo per i lavoratori a ciclo continuo, che passano da 32 a 40 ore
Particolarmente significativa è poi l’unificazione delle tabelle salariali per il ciclo continuo, misura che supera una differenza storica tra cartiere e cartotecniche. Secondo le stime, l’intervento si tradurrebbe in un beneficio medio aggiuntivo di circa 30 euro, andando a correggere una disparità che nel tempo aveva alimentato malumori e rivendicazioni.
Il ruolo dello sciopero e la lettura dell’Ugl
Il giudizio espresso dall’Ugl è apertamente positivo, ma non privo di sottolineature politiche e sindacali. Leonardo Iania, segretario provinciale Ugl, e Paolo Pellegrini parlano di un percorso tutt’altro che lineare, rivendicando apertamente il ricorso allo sciopero come snodo decisivo della trattativa.
Secondo i rappresentanti sindacali, il cambio di passo nel negoziato sarebbe stato possibile proprio grazie alla mobilitazione dei lavoratori. Uno sciopero che viene descritto come uno “strumento decisivo” per spostare gli equilibri e ottenere un accordo ritenuto più dignitoso sotto il profilo economico e normativo.
Un passaggio che rimanda a una dinamica classica delle relazioni industriali: il conflitto come leva negoziale, soprattutto nei momenti di stallo o di distanza marcata tra le parti.
Sicurezza sul lavoro: un capitolo centrale
Tra gli elementi qualificanti dell’ipotesi di accordo, l’Ugl pone l’accento sulle novità in materia di sicurezza. Tema particolarmente sensibile in un settore industriale complesso come quello cartario, dove impianti, turnazioni e processi produttivi richiedono un’attenzione costante.
Le misure previste includono:
– tre giorni annui di permesso aggiuntivi per gli RLS (Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza)
– una riunione trimestrale obbligatoria tra azienda, RLS e RSPP (Responsabile del servizio prevenzione e protezione)
Si tratta di strumenti che rafforzano formalmente il ruolo della prevenzione e del confronto periodico sulle condizioni di lavoro. Nella lettura sindacale, non semplici adempimenti burocratici ma meccanismi concreti di monitoraggio e responsabilizzazione condivisa.
Un rinnovo atteso dopo un anno di vuoto contrattuale
Il contratto nazionale era scaduto il 31 dicembre 2024, e il 2025 viene definito dall’Ugl come un “anno perso” sotto il profilo contrattuale. Una valutazione che richiama le difficoltà incontrate nel chiudere il negoziato e che riporta al centro la questione del tempo nelle trattative collettive.
Ogni mese senza rinnovo, sottolineano i sindacalisti, si traduce in un indebolimento del potere d’acquisto, soprattutto in una fase economica segnata dall’aumento dei prezzi. Un ritardo che pesa non solo sui bilanci familiari ma anche sul clima complessivo nei luoghi di lavoro.
Le assemblee di marzo: la parola ai lavoratori
L’ultima parola spetterà ora ai lavoratori, chiamati a valutare e votare l’ipotesi di accordo nelle assemblee previste a inizio marzo. Un passaggio tutt’altro che formale, che rappresenta uno dei momenti più significativi della democrazia sindacale.
È qui che l’intesa, nata nelle lunghe ore di trattativa, verrà misurata rispetto alle aspettative reali di chi opera quotidianamente negli stabilimenti di Garda Cartiere, Fedrigoni, Arconvert e delle altre realtà del comparto.
Il rinnovo, come osserva l’Ugl, non viene presentato come un punto d’arrivo definitivo, ma come un punto di partenza. Un tassello dentro una dinamica più ampia che riguarda salari, diritti, sicurezza e qualità del lavoro in uno dei settori industriali storici del territorio gardesano e trentino. (n.f.)










