Quartiere fieristico, sviluppo o doppione? Lorenzo Vescovi interroga sul futuro di Riva del Garda

Redazione28/01/20265min
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Settanta milioni di euro, oltre 14 mila metri quadrati in più, un nuovo polo congressuale con una sala da 1.200 posti e un teatro da 600. I numeri del progetto di ampliamento del quartiere fieristico di Riva del Garda, presentati alla stampa, raccontano un’operazione di grande ambizione, pensata per proiettare la città nel circuito internazionale delle fiere e dei congressi. Ma accanto alla crescita economica, emergono interrogativi che chiamano in causa il modello di sviluppo urbano e territoriale. A porli, con parole dirette e senza giri di frase, è Lorenzo Vescovi, figura storica dell’ambientalismo locale ed ex amministratore pubblico, attraverso un intervento pubblicato sulla sua pagina social “L’altra Riva, dove le idee corrono libere”.

“Nella stanza dei bottoni si parlano?”
Il commento di Vescovi si apre con una domanda ironica ma tutt’altro che leggera: «Chissà se quelli nella stanza dei bottoni, mentre pigiano i bottoni, anche si parlano».
Una frase che introduce il tema centrale del suo intervento: il coordinamento delle scelte strategiche. La notizia di una nuova sala congressi da 1.200 posti e di un teatro da 600, ipotizzati in area fiera, porta Vescovi a interrogarsi sul rapporto con altre grandi infrastrutture culturali e congressuali già realizzate o in fase di progettazione.
«Ma… il polo congressuale e il teatro con la babelica torre scenica in fascia lago?», scrive, richiamando implicitamente il rischio di sovrapposizioni funzionali e di investimenti duplicati nello stesso ambito territoriale.

 

 

Cemento, suolo e clima: il nodo ambientale
Il cuore più critico dell’intervento riguarda però l’impatto sul territorio. Vescovi utilizza un’immagine efficace per descrivere l’effetto cumulativo degli interventi: «Entro il ’28 quindi ai cinque campi da calcio già impermeabilizzati da asfalto e cemento qui se ne aggiungerà un altro e mezzo».
Un modo per tradurre metri quadri e investimenti in una dimensione comprensibile ai cittadini, mettendo al centro il tema del consumo di suolo in una città già fortemente urbanizzata.
Pur riconoscendo che «l’attività fieristica è importante», Vescovi pone una domanda che intercetta una sensibilità sempre più diffusa: «Ma un po’ di mitigazione ambientale anche no? Qualche albero, energia dal sole… Non solo cemento e canicola».
Il riferimento è chiaro: in un contesto segnato dal cambiamento climatico e dall’aumento delle temperature urbane, grandi operazioni edilizie non possono prescindere da soluzioni di adattamento ambientale e sostenibilità energetica.

Il progetto economico: un salto di scala per Riva del Garda
Dall’altra parte, il progetto illustrato dai vertici di Riva del Garda Fierecongressi punta a un deciso salto di qualità. Entro il primo semestre del 2028, il quartiere fieristico passerà dagli attuali 51.000 a oltre 65.000 metri quadrati, con un investimento complessivo da 70 milioni di euro.
Il presidente Roberto Pellegrini ha parlato di un percorso avviato da oltre un decennio, sostenuto da finanziamenti pubblici attraverso Patrimonio del Trentino e la Provincia, ma anche da risorse proprie della società fieristica, inclusa una ricapitalizzazione da 6 milioni di euro.
L’obiettivo è rafforzare il ruolo internazionale di eventi come Expo Riva Schuh, destinato a diventare un hub mondiale della moda di volume, e Hospitality, che ambisce a imporsi come punto di riferimento europeo per il settore dell’accoglienza.

La questione della visione complessiva
È proprio su questo punto che l’intervento di Vescovi si fa più politico, nel senso alto del termine. Non una bocciatura pregiudiziale del progetto, ma una richiesta di visione integrata: «Un sano coordinamento al fine di evitare doppioni, risparmiare suolo, risorse, adattare altre attività, non guasterebbe».
Parole che pongono una questione di metodo prima ancora che di merito: come si tengono insieme sviluppo economico, pianificazione urbana, tutela ambientale e qualità della vita? E soprattutto, chi governa questa complessità? Il dibattito, come dimostrano le parole di Vescovi, non riguarda solo un quartiere fieristico, ma l’idea stessa di città che Riva del Garda vuole diventare nei prossimi decenni. (n.f.)