Varone: la viabilità torna al centro del dibattito, Mascaro chiarisce

Redazione22/01/20265min
VARONE NUOVA VIABILITà RIVA va-2


 

La viabilità di Varone torna sotto i riflettori, questa volta non attraverso un atto formale, ma nello spazio del confronto pubblico online. A riaccendere l’attenzione è stato un commento comparso sotto un articolo de La Busa online dedicato alla Ciclovia del Garda, nel quale la consigliera comunale di maggioranza Loredana Mascaro aveva espresso forti critiche verso un’opera definita «non in ascolto del territorio e capace di lasciare ferite irreparabili».
Sotto l’articolo, un lettore ha posto una domanda diretta, che intercetta una delle questioni più controverse degli ultimi anni: «Mascaro, ma la viabilità del Varone? Andata già nel dimenticatoio?». Una sollecitazione che ha trovato risposta immediata dalla stessa Mascaro, oggi 22 gennaio, offrendo un aggiornamento significativo sullo stato delle scelte e sulle prospettive future.
«Assolutamente no – ha scritto Mascaro – siamo tornati alla viabilità pre sperimentazione e siamo già soddisfatti». Una frase che segna una discontinuità netta rispetto alla lunga fase di prove, controprove e assetti temporanei che tra il 2022 e il 2023 avevano trasformato Varone in un vero e proprio caso politico e sociale, tra proteste dei residenti, raccolte firme e tensioni istituzionali.
Le parole della consigliera Mascaro, presidente della Commissione Ambiente e Mobilità e rappresentante della maggioranza Campobase a sostegno della giunta guidata dal sindaco Alessio Zanoni, chiariscono dunque che l’attuale amministrazione ha scelto di archiviare la stagione delle sperimentazioni, tornando a un assetto ritenuto più funzionale e meno impattante per la frazione.

 

 

Nel suo intervento, Mascaro entra poi nel merito delle opere di mitigazione e sicurezza, distinguendo con precisione le competenze: «Il tratto di marciapiede su via Venezia, quello “cancellato” dalla precedente amministrazione, sarà realizzato». Un impegno che riguarda direttamente il Comune e che risponde a una delle richieste più ricorrenti avanzate dai residenti negli anni scorsi, ovvero la necessità di garantire maggiore sicurezza a pedoni e utenti deboli della strada.
Diverso il discorso per gli svincoli e il tratto di ciclopedonale, temi anch’essi più volte evocati nel dibattito pubblico: «La domanda andrebbe rivolta alla Provincia», sottolinea Mascaro, ricordando come il Comune di Riva del Garda abbia margini di manovra limitati sulle strade e sulle opere di competenza provinciale. Un limite che non è solo politico, ma anche operativo, legato alla gestione dei cantieri e al carico di lavoro degli uffici tecnici.
Un passaggio, quest’ultimo, che apre uno squarcio sul contesto amministrativo più ampio: «Gli uffici – scrive Mascaro – sono oggi impegnati anche nella risoluzione di quanto ereditato». Un riferimento esplicito a situazioni pregresse che continuano a produrre effetti, rallentando nuove progettazioni e rendendo necessaria una fase di riordino.
L’intervento della consigliera si inserisce così in un quadro più ampio, che lega la vicenda Varone a una riflessione complessiva sul rapporto tra grandi opere, viabilità locale e ascolto del territorio. Un filo conduttore evidente anche nella sua posizione critica sulla Ciclovia del Garda, vista come esempio di infrastruttura calata dall’alto, con ricadute difficilmente reversibili.
A distanza di mesi dalle ultime ordinanze e dalla fine dello “Scenario 9”, Varone resta dunque un tema sensibile, ma le parole di Mascaro indicano una direzione precisa: stop alle sperimentazioni, ritorno a un assetto considerato più equilibrato e interventi puntuali – come il marciapiede di via Venezia – laddove le competenze comunali lo consentono. Il resto, ancora una volta, si giocherà sul tavolo del rapporto tra Comune e Provincia, in un equilibrio che continua a essere centrale per la mobilità dell’Alto Garda. (n.f.)