Addio ad Antonio Garofolin, maestro di vino, accoglienza e umanità

Redazione15/01/20266min
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Per molti era una voce riconoscibile tra mille, un gesto misurato, uno sguardo capace di leggere le persone prima ancora dei calici. Antonio Garofolin non insegnava soltanto il vino: insegnava il rispetto per il lavoro, l’eleganza dell’accoglienza, la cura dei dettagli come forma di responsabilità verso gli altri. La sua scomparsa, avvenuta a soli 57 anni, lascia un vuoto profondo non solo nel mondo della sommellerie, ma nella comunità professionale e umana che attorno a lui si era formata negli anni.
Originario di Padova e residente a Riva del Garda, Garofolin era una figura conosciuta e stimata ben oltre i confini locali. Docente presso la Provincia, in precedenza all’Istituto di Formazione Professionale Alberghiero di Rovereto, è stato per generazioni di studenti, professionisti e appassionati un punto di riferimento assoluto: maestro esigente e generoso, formatore rigoroso, uomo capace di trasmettere passione autentica.

 

 

Il docente, il collega, l’amico
Il mondo dell’ospitalità e della formazione lo ricorda con parole cariche di affetto e riconoscenza. Gianni Cassanelli, per AMIRA – Associazione Maître Italiani, lo saluta come «un grande interprete dell’arte dell’accoglienza e della sommellerie», un docente di altissimo profilo che ha saputo unire conoscenza, rigore e amore profondo per il proprio mestiere. Un amico e collega stimato, con il quale – scrive Cassanelli – sono stati condivisi «momenti di elevata professionalità, passione autentica e profonda amicizia».
Un ricordo che trova eco in decine di messaggi arrivati in queste ore da colleghi, ex allievi, dirigenti scolastici, operatori del settore. Tutti concordi nel descrivere Antonio Garofolin come una persona sempre sorridente, disponibile, capace di ascolto, dotata di un’umanità rara, prima ancora che di una competenza fuori dal comune.

“Il mio Maestro DiVino”
Tra le testimonianze più intime e toccanti, quella di Laura Andreolli, dell’Accademia d’Impresa di Trento (in foto, a braccetto con Garofolin) che lo definisce senza esitazioni «il mio Maestro DiVino». È grazie a lui – racconta – se si è innamorata della sommellerie e dell’enogastronomia: una passione trasmessa con generosità e con quella “severa precisione” nella cura dei dettagli che faceva la differenza. Ma soprattutto, la gratitudine per essere stato il primo a credere in lei in un momento complesso della sua vita personale e professionale. «Ci rincontreremo in ogni calice e in ogni brindisi», scrive, restituendo il senso più profondo dell’eredità lasciata da Garofolin.

Il ricordo di ASPI – Sommelier Italiani
Al cordoglio si è unita anche ASPI – Sommelier Italiani, che in una nota ha voluto ricordare Antonio Garofolin come un collega di assoluto valore umano e professionale.
«Con immensa tristezza salutiamo l’amico Antonio Garofolin – scrive l’associazione – un collega brillante, capace, attivo nella sua Trento e anche a livello nazionale. Professionalmente molto preparato, si è sempre dedicato con passione e impegno all’insegnamento, guadagnandosi l’apprezzamento di colleghi e studenti». Un saluto semplice e sentito, che si chiude con parole che riassumono il sentimento condiviso da tanti: «Fai buon viaggio Antonio, ti ricorderemo con grande affetto».

Un riferimento per il Garda e il Trentino
Coordinatore provinciale dell’ASPI, Garofolin ha portato la cultura del vino – quello da conoscere, capire e rispettare – in tutto il Trentino. Ma è soprattutto nell’Alto Garda che il suo nome è diventato familiare: corsi professionali ospitati all’Agraria di Riva, collaborazioni con strutture alberghiere di primo piano come il Du Lac e il Lido Palace, serate di avvicinamento al vino sempre partecipate.

L’addio da parte di Agraria Riva
Agraria Riva ha pubblicato sui social un sentito ricordo di Antonio Garofolin: “Oggi salutiamo con profonda commozione un grande amico, un punto di riferimento e un sincero sostenitore del nostro lavoro e dei nostri valori. Con la sua passione, la sua umanità e il suo esempio ha lasciato un segno che continuerà ad accompagnarci ogni giorno. Lo ricordiamo con gratitudine e affetto e ci stringiamo alla sua famiglia e a tutte le persone che gli hanno voluto bene. Oggi, più che mai, alziamo i nostri calici in suo ricordo: un brindisi a lui, alla sua passione e al suo insegnamento, che vivranno sempre con noi”.

Un ambasciatore dell’accoglienza
Dal mondo dell’hôtellerie arriva un ricordo altrettanto significativo. «Era bravissimo a valorizzare il territorio – racconta all’Adige Gabriele Galieni, direttore del Grand Hotel Du Lac – lo faceva con grandi competenze. I clienti volevano lui. Amava la formazione, lavorava con gioia, era sorridente, educato, elegante nei modi». Un vero ambasciatore del Garda e della sua identità enogastronomica.

L’ultimo saluto
Antonio Garofolin lascia la moglie Mirella e le figlie Elisa e Laura, alle quali si stringe l’abbraccio di un’intera comunità. L’ultimo saluto è previsto venerdì 16 gennaio alle ore 15.30 al cimitero del Grez di Riva del Garda.
(n.f.)