Meno luce dispersa, più qualità della vita: Arco ripensa l’illuminazione pubblica

La qualità della vita di una comunità passa anche – e sempre più – da scelte che possono sembrare tecniche, ma che in realtà incidono profondamente sul modo in cui viviamo gli spazi, consumiamo energia e rispettiamo l’ambiente. È da questa consapevolezza che nasce il percorso di aggiornamento del PRIC, il Piano regolatore dell’illuminazione comunale, avviato dall’amministrazione di Arco e rilanciato dall’assessora all’ambiente Chiara Parisi.
«La qualità della vita dipende strettamente dalla qualità dell’ambiente in cui viviamo», sottolinea Parisi, spiegando come il rinnovo del PRIC non sia un semplice adempimento normativo, ma un’occasione per ripensare in modo più consapevole l’illuminazione, pubblica e privata. La differenza, rispetto al passato, sta nell’attenzione posta non solo sul risparmio energetico, ma anche sulla riduzione dell’inquinamento luminoso, una forma di alterazione ambientale spesso sottovalutata ma tutt’altro che marginale.
Le tecnologie oggi disponibili consentono infatti di superare il concetto di “più luce uguale più sicurezza”. L’obiettivo diventa quello di un’illuminazione intelligente, capace di modulare presenza, intensità e temperatura della luce in base alle reali necessità dei luoghi e alla loro frequentazione.
Illuminare meglio, non illuminare di più. «Creare ambienti sicuri senza sprechi – spiega l’assessora – significa illuminare solo ciò che serve, quando serve».
Un tema che riguarda non solo le strade e le piazze, ma anche contesti specifici come gli impianti sportivi, spesso citati come esempio emblematico di cattiva progettazione. Quando i campi sono illuminati per allenamenti o partite serali, la luce – se non correttamente direzionata – può essere visibile da gran parte della valle. Una dispersione verso l’alto che non serve a chi gioca, ma che genera spreco energetico, disturbo ambientale e inquinamento del cielo notturno. «Lo scopo dell’illuminazione sportiva dovrebbe essere illuminare i giocatori e il campo di gioco, non il cielo», osserva Parisi con chiarezza.
Ridurre l’inquinamento luminoso significa anche risparmiare risorse economiche. Meno dispersione, minori consumi, maggiore durata degli impianti: un beneficio diretto per le casse comunali, in un periodo in cui l’efficienza energetica rappresenta una delle sfide principali per gli amministratori del prossimo futuro. Scelte ambientali e scelte economiche, in questo caso, vanno nella stessa direzione.
Il percorso non si limita agli aspetti tecnici.
Sono infatti previste serate pubbliche di informazione, pensate per coinvolgere la cittadinanza e spiegare perché queste scelte sono importanti. Saranno inoltre coinvolte le aziende che si occupano di progettazione e installazione di illuminazione esterna, mentre spetterà al tecnico incaricato individuare le soluzioni più efficaci per migliorare la situazione attuale.
Accanto alla revisione generale del piano, l’amministrazione ha già individuato alcune aree prioritarie di intervento, come la zona di Arco Nuova, dove l’illuminazione pubblica necessita di un rinnovo completo. Un ulteriore passo riguarda la digitalizzazione della rete di illuminazione, che permetterà interventi di manutenzione più rapidi, mirati ed efficienti.
In un tempo in cui l’attenzione all’ambiente non può più essere considerata accessoria, azioni come queste mostrano come la sostenibilità passi anche da scelte quotidiane e concrete. Meno luce sprecata, meno inquinamento – anche luminoso – più efficienza energetica e più qualità della vita: una direzione che guarda al futuro, con realismo e responsabilità.
(n.f.)










