104 anni: buon compleanno a Gabriella Trenti di Arco

Redazione04/11/20263min
Gabriela Trenti 2026

Sabato la prima festa con i parenti, molti dei quali abitano lontano e si sono organizzati per esserci nel fine settimana. Domenica la seconda festa con i vicini di casa che si sono ritrovati nel suo appartamento. Lunedì, invece, giorno del compleanno, la visita della sindaca Arianna Fiorio, che le ha portato gli auguri da parte del Comune e, idealmente, della città. Gabriella Trenti, nata il 2 novembre 1922 ad Arco, ha festeggiato così lo straordinario traguardo del 104° compleanno.

 



 

In salute, presente e vivace, ha accolto con gioia sia le tantissime espressioni di affetto che la visita a sorpresa della Sindaca. «È stato un bellissimo incontro – riferisce la sindaca – la signora Gabriella ha la luce e l’entusiasmo negli occhi, probabilmente è questa la sua ricetta di longevità.»
Ultima rimasta dei 12 figli di Giovanni Trenti, noto per possedere il mulino che si trovava nei pressi del ponte sulla Sarca, e di Adele Cattoni, Gabriella ha dovuto interrompere gli studi al liceo di Riva del Garda causa la Guerra terminata la quale c’era da dare una mano in famiglia nella gestione del mulino, del quale ha seguito a lungo la contabilità.
Nel 1950 il matrimonio con Livio Zanoni di Massone con il quale è andata a vivere a Trento dove il marito si era trasferito per lavoro. Qui sono nati i tre figli, Daniela, Paolo (che oggi vivono a Milano) e Lorenza (che invece abita in Trentino); e qui Gabriella si è sempre occupata della famiglia. Tanti anni fa la decisione di tornare ad Arco in un condominio in viale Santoni dove Gabriella vive ancora oggi.
«Si è sempre occupata di noi e ci aiutava tantissimo – spiegano i figli – Una mamma vicina, sempre presente e disponibile. Lavorava molto all’uncinetto e a maglia e le piaceva leggere, ma soprattutto aveva una grande ricchezza di relazioni, tantissimi amici e amiche che ancora oggi la ricordano e la chiamano. Molti di loro non ci sono più ma figli e nipoti l’hanno ben presente e spesso la chiamano o le fanno visita».