Valvassini, valvassori e proprietari terrieri…

Redazione13/06/20243min
Cittadinalago - 1
Ci raccontano che viviamo una vita sola, quando in realtà ognuno di noi di vite ne ha a disposizione una serie indefinita.
Alcuni la cambiano come la cambiano i gatti, o forse anche di più. Basta un respiro, un alito di vento, un odore portato da lontano e sono già pronti con la valigia in mano.
Un po' zingari e molto apolidi, hanno il cuore inquieto e la perenne voglia di nuovo, un po' come me.
C'è stato un tempo, infatti, in cui ho vissuto su una cittadina di lago: un bellissimo posto, un contesto unico e, proprio per questo, pieno di gente incapace di apprezzarlo perché troppo concentrata a difenderlo dagli "invasori" (detti foresti anche se magari nati due chilometri più in là...).
Atmosfera medievale a parte, tra un valvassore e un valvassino ho trascorso qualche anno lì e poi, arrivata allo stremo, me ne sono andata ascoltando il consiglio del vento (che, come insegna la Harris nei suoi dolcissimi libri, quando inizia a soffiare lo fa sempre per una buona ragione) e ho cercato di archiviare tutto.
Che meraviglia se l'essere umano potesse decidere, al pari della differenziata, cosa conservare e cosa buttare dalla propria mente...
Sarebbe tutto più semplice e pulito. Non avremmo pensieri inquinati da brutti ricordi e soprattutto ci sarebbe più posto per crearcene di nuovi (possibilmente migliori dei precedenti!).
Studiando psicologia ne ho imparate sul cervello... ma non abbastanza.
Ero lì a passeggiare mano nella mano con mio marito quando, da quel lontano tempo fatto di latifondi e proprietari terrieri, ho rivisto un volto amico che credevo di aver perduto.
"Buongiorno, signori!" - ha esordito stringendoci la mano con una stretta calda e profumata di dopobarba - "Come va? Non ci vediamo da quasi otto anni!"
Dopo quattro chiacchiere ci siamo salutati e ci siamo allontanati ma, prima di lasciarci andare, il nostro antico amico ci ha stretto di nuovo la mano e ci ha buttato lì una frase alla quale - davvero! - il mio cervello massacrato tra studio famiglia e lavoro non era preparato: "E' stato un piacere rivedervi, soprattutto rivedervi INSIEME. Un vero piacere."
E in quel momento, in quell'istante in cui - diamine! - mi sono chiesta come avrebbe potuto mai rivederci se non insieme, ho realizzato che non tutto delle mie vite passate sarebbe stato da archiviare...
Cominciando da quello che tenevo per le mani e da quello che le mie mani avevano appena stretto.

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