“Un amico della nostra Autonomia”: Mauro Ottobre ricorda Gianclaudio Bressa

Redazione22/05/20265min
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La notizia della morte improvvisa di Gianclaudio Bressa ha attraversato il Trentino-Alto Adige e il mondo politico nazionale, lasciando dietro di sé un sentimento diffuso di cordoglio e rispetto trasversale. Aveva 70 anni. Bellunese, più volte parlamentare eletto nella circoscrizione del Trentino-Alto Adige, fu tra i fondatori dell’Ulivo e protagonista per decenni del dibattito sulle autonomie speciali, sul regionalismo e sulle riforme istituzionali.
Tra le voci arrivate dall’Alto Garda ci sono anche quelle di Mauro Ottobre, ex deputato e oggi consigliere comunale di minoranza ad Arco per Arco Dinamica, che ha voluto ricordare Bressa con parole sincere e profondamente personali.

 


“Apprendo con profondo dispiacere della dipartita improvvisa di Gianclaudio Bressa”, scrive Ottobre. “Lo avevo conosciuto a Roma, in Parlamento, dove si occupava della nostra autonomia con competenza e passione. Era una persona cordiale, lucida e lungimirante”.
Un ricordo che riporta direttamente agli anni vissuti nei palazzi romani della politica nazionale. “Ricordo un episodio durante una manovra finanziaria: per protesta avevamo presentato migliaia di emendamenti e fu l’unica volta in cui i toni si accesero davvero. Anche in quel momento di scontro duro, si percepiva il suo rispetto per il confronto istituzionale e la sua attenzione al merito delle questioni”.
Parole che raccontano bene il profilo politico di Bressa. Uomo di mediazione. Politico esperto. Ma soprattutto difensore convinto dell’Autonomia speciale del Trentino-Alto Adige/Südtirol.
Non a caso Ottobre lo definisce “un amico della nostra Autonomia”.
Nel corso della sua lunga carriera parlamentare, Gianclaudio Bressa fu sottosegretario agli Affari regionali, alle Autonomie speciali e alle Minoranze linguistiche in diversi governi, oltre che presidente della Commissione dei Sei, l’organo paritetico incaricato di elaborare le norme di attuazione dello Statuto di Autonomia della Provincia di Bolzano.
Un ruolo delicatissimo, che gli consentì di diventare negli anni uno dei principali punti di riferimento istituzionali sui temi dell’autogoverno, delle minoranze linguistiche e del federalismo.
Nel 2013 ricevette anche il Grande Ordine di Merito della Provincia autonoma di Bolzano, massimo riconoscimento provinciale, proprio per il suo impegno a favore delle minoranze linguistiche e dell’Autonomia altoatesina.
Tanti i messaggi di cordoglio arrivati nelle ultime ore.
Il presidente della Provincia di Bolzano Arno Kompatscher lo ha ricordato come “un interlocutore straordinariamente affidabile, molto attento alle esigenze delle minoranze linguistiche dell’Alto Adige”. Anche la Südtiroler Volkspartei, attraverso il segretario Dieter Steger, ha parlato di “un amico del Sudtirolo, politico di parola ed esperto riconosciuto in materia costituzionale”.
Il ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli ha ricordato invece il lungo confronto istituzionale avuto con Bressa negli ultimi vent’anni sui temi dell’autonomia e del federalismo.
Parole di riconoscenza sono arrivate anche dal senatore bolzanino Luigi Spagnolli, che ha sottolineato come grazie al lavoro di Bressa “la nostra autonomia speciale ha portato a casa decine di norme di attuazione che costituiscono oggi la base dell’autogoverno provinciale”.
Anche il Partito Democratico altoatesino ha espresso il proprio cordoglio, parlando di un “infaticabile impegno politico e istituzionale” e definendo il suo esempio “una bussola per le future sfide legate alla salvaguardia e allo sviluppo dell’Autonomia”.
Nel ricordo di molti resta così l’immagine di un politico capace di dialogare con tutti. Di costruire ponti. Di muoversi tra Roma, Trento e Bolzano con competenza tecnica e sensibilità istituzionale. Ma soprattutto di un uomo che, per decenni, ha considerato l’Autonomia speciale non soltanto una norma giuridica, ma uno strumento concreto di convivenza, tutela e futuro per il territorio alpino. (n.f.)