“Territorio, Casa, Identità” diventa un caso: da Trento all’Alto Garda il confronto diventa politico

La nascita dell’associazione culturale e di opinione “Territorio, Casa, Identità”, presentata a Riva del Garda come realtà apolitica, presieduta da Giovanni Santoni, continua a produrre effetti ben oltre i confini locali. Quella che inizialmente sembrava una normale iniziativa associativa – che in poco meno di una settimana dalla nascita ha raccolto oltre cento iscritti – si è trasformata in un caso politico capace di coinvolgere la giunta provinciale e di alimentare un dibattito sempre più acceso sul rapporto tra territorio, rappresentanza e potere decisionale.
A innescare le polemiche sono stati due fronti distinti ma convergenti. Il primo riguarda la somiglianza del simbolo e dello slogan dell’associazione con quelli della lista civica riconducibile all’assessore provinciale Mattia Gottardi. Pur riconoscendo la legittimità formale della nascita dell’associazione, Gottardi ha espresso forti perplessità sulla grafica e sui richiami simbolici, sottolineando come il proprio marchio politico sia tutelato e registrato. Da qui la scelta di inviare una diffida preventiva, motivata dalla necessità di evitare confusione e di tutelare un’identità già presente sul piano elettorale, soprattutto in vista di eventuali utilizzi futuri del simbolo in contesti politici.
Il secondo fronte, forse ancora più delicato, si è aperto all’interno di Fratelli d’Italia. La partecipazione attiva della consigliera comunale rivana Elisabetta Aldrighetti all’associazione ha portato l’assessora provinciale Francesca Gerosa a prendere pubblicamente le distanze. Da Trento è arrivato un messaggio netto: Fratelli d’Italia non riconosce alcun legame con “Territorio, Casa, Identità” e non è stato informato dell’iniziativa. Gerosa ha ribadito la necessità di una chiara e riconoscibile identità politica del partito, giudicando incompatibile l’affiancamento a soggetti esterni che rischiano di generare ambiguità e confusione nel messaggio politico, soprattutto in territori già complessi dal punto di vista degli equilibri locali.
In questo contesto si inserisce ora anche la presa di posizione di Luca Grazioli, ex assessore comunale nella passata legislatura, che ha scelto i social per esprimere una difesa esplicita dell’associazione. Grazioli ha manifestato piena solidarietà a “Territorio, Casa, Identità”, leggendo gli attacchi provenienti da una parte della giunta provinciale come il segnale di una crescente tensione legata agli sviluppi politici nell’Alto Garda e in Valle di Ledro.
Secondo Grazioli, le critiche rivolte a una realtà appena nata appaiono sproporzionate e persino paradossali, tanto da suscitare più ironia che preoccupazione. L’ex assessore interpreta l’interesse mostrato da alcuni esponenti provinciali come il tentativo di non perdere consenso in un’area strategica dal punto di vista elettorale, sottolineando come questo atteggiamento rischi invece di alimentare ulteriormente il malcontento diffuso verso una politica percepita, negli anni, come distante e poco attenta alle promesse fatte al territorio.
Nel suo intervento emerge con forza un tema ricorrente nel dibattito locale: il ruolo centrale dell’Alto Garda e Ledro nell’economia turistica provinciale e la conseguente richiesta di rappresentanti capaci di comprenderne davvero le esigenze. Grazioli parla di un desiderio diffuso di cambiamento e individua in iniziative come “Territorio, Casa, Identità” una possibile risposta a questa insoddisfazione, non come copia di esperienze esistenti, ma come occasione per dare voce a una comunità che chiede maggiore ascolto e rispetto.
La sua posizione introduce un ulteriore elemento di frattura: da un lato Trento, chiamata in causa per le sue prese di posizione; dall’altro un territorio che rivendica autonomia di pensiero e la legittimità di organizzarsi per esprimere bisogni e visioni proprie. Un contrasto che, nelle parole dell’ex assessore, invita anche a evitare “lezioni” calate dall’alto da parte di chi non vive quotidianamente la realtà dell’Alto Garda.
(n.f.)










