Rugby Alto Garda riparte, ma cerca ancora una casa: «Ora servono fatti»

Redazione11/09/20265min
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Una nuova stagione comincia, ma sul futuro resta una domanda che non può più essere rinviata: dove giocherà e crescerà la Rugby Alto Garda dopo settembre 2027? Mentre bambini, ragazzi e senior tornano in campo, il presidente Claudio Zanoni rilancia con decisione, ma senza contrapposizioni, il tema della futura “casa” della società.
Con settembre riparte un movimento che negli anni ha costruito la propria identità attraverso settore giovanile, radicamento sul territorio e coinvolgimento delle famiglie. Oggi la Rugby Alto Garda propone attività dai tre anni agli over 50: Prime Mete, Under 6, 8, 10 e 12, quindi Under 14, 16 e 18, fino alla Prima Squadra Senior.
«Ripartiamo con entusiasmo e con numeri sostanzialmente in linea con lo scorso anno – spiega Zanoni –. Per noi è un risultato importante, perché significa che il percorso intrapreso sta dando continuità e che famiglie e atleti continuano a riconoscere nella nostra società un ambiente nel quale crescere e stare bene».
Ed è proprio questo uno dei punti sui quali il presidente insiste maggiormente. «Il rugby è molto più di una disciplina sportiva. È rispetto, amicizia, sacrificio, disciplina, inclusione, collaborazione e senso di appartenenza». E ancora: «Il compagno non viene lasciato indietro, la vittoria non può prescindere dal rispetto dell’avversario e anche la sconfitta diventa un’occasione per crescere».
Un’impostazione che negli anni ha portato la società a guardare anche oltre il rettangolo di gioco. Tra le iniziative più significative c’è il Movember, con la raccolta fondi organizzata a Riva del Garda per sostenere prevenzione, cura e informazione sul tumore maschile.
«Crediamo che una società sportiva debba essere parte della comunità nella quale vive – sottolinea Zanoni –. Lo sport deve educare, aggregare e, quando possibile, restituire qualcosa al territorio».
Un segnale recente è arrivato dalla Festa dello Sport di Arco del 6 settembre, dove Rugby Alto Garda ha allestito uno spazio di circa 400 metri quadrati. «Abbiamo visto il nostro stand costantemente frequentato, bambini che si sono avvicinati e famiglie che hanno chiesto informazioni. La gente ci apprezza. Questo ci dà ancora più responsabilità nel continuare a fare bene».
Zanoni rivolge poi un ringraziamento a chi rende possibile ogni giorno l’attività del club: staff, allenatori, collaboratori e dirigenza. «Questa società non è il risultato del lavoro di una singola persona, ma di una squadra di persone che mette tempo, energie e passione a disposizione degli altri».
Accanto al presidente opera il vicepresidente Giuseppe Varagone (nella foto, a destra). Il riferimento organizzativo della società è presso il Centro Polifunzionale San Giorgio di Arco. Informazioni e contatti sono disponibili su www.rugbyaltogarda.it e all’indirizzo [email protected].
Resta però il nodo più delicato.
Nel settembre 2027 il campo di Rione De Gasperi, oggi sede delle attività ufficiali della Rugby Alto Garda, è destinato a diventare una struttura dedicata all’Hockey Club Riva del Garda.
Il presidente Zanoni esclude ogni contrapposizione. «Sono contento per loro e sono felice che possano finalmente trovare una casa. È una buona notizia per lo sport del territorio». Poi la domanda: «Se una società riesce a trovare una casa, perché un’altra che opera da anni sul territorio dovrebbe trovarsi senza una prospettiva? Lo sport non deve essere una guerra per gli spazi».
All’inizio dell’anno Rugby Alto Garda aveva già partecipato a un tavolo con politica e CONI provinciale.
Ora, secondo Zanoni, la fase dell’ascolto deve tradursi in decisioni. «Non chiediamo un altro tavolo. Chiediamo un progetto, un programma, una tempistica e una soluzione concreta».
Il calendario stringe. «Non chiediamo privilegi. Chiediamo la possibilità di continuare a fare quello che facciamo da anni. Noi siamo pronti a fare la nostra parte, come abbiamo sempre fatto. Ora chiediamo alle istituzioni di fare la propria».

(n.f.)