Riva, scontro politico sulle “partecipate”: gli ex incalzano, il sindaco replica

Il dibattito politico a Riva del Garda si infiamma sul tema della gestione dei beni pubblici e delle società partecipate. Dopo il comunicato congiunto firmato da Cristina Santi (Lega per Salvini Premier), Silvia Betta (PATT) e Lorenzo Prati (La Rocca), ex amministratori di Palazzo Pretorio di Riva, arriva la netta e articolata presa di posizione dell’attuale sindaco Alessio Zanoni, che respinge le accuse e ribatte punto per punto.
Nel loro intervento, i tre esponenti delle opposizioni parlano di «profondo stupore e preoccupazione» per le recenti scelte dell’amministrazione, denunciando una «palese assenza di linearità tra i diversi bandi e affidamenti». Al centro delle critiche, in particolare, il diverso percorso amministrativo seguito per il bando del bar “Al Campetto”, pubblicato da APM Srl, e la vicenda della Spiaggia degli Olivi, gestita da Lido Immobiliare Srl.
Secondo Santi, Betta e Prati, «il contrasto è stridente»: da un lato una procedura di evidenza pubblica, dall’altro una decisione che – a loro giudizio – sarebbe maturata «con un rinnovo nel silenzio». Un passaggio che, sempre stando al comunicato, «solleva non pochi interrogativi sulla gestione delle società partecipate» e che rischierebbe, nella loro lettura, di tradursi in una disparità di trattamento. Le opposizioni richiamano inoltre il quadro normativo, sostenendo che «la locazione o concessione di un bene pubblico deve avvenire tramite evidenza pubblica per garantire parità di accesso e massimizzare il ritorno per la collettività».
Non solo. Nel documento si parla apertamente di «gestione decisamente opaca» e si avverte che «operare senza linearità e ignorando le linee guida ANAC espone il Comune al rischio di vertenze davanti alla Corte dei Conti per danno erariale». Da qui la richiesta al sindaco di «chiarire urgentemente le motivazioni dietro due scelte diametralmente opposte».
La replica del sindaco Zanoni non si è fatta attendere ed è stata affidata a una dichiarazione pubblica dai toni particolarmente decisi, già sintetizzati nell’incipit: «Non mi lascio rubare il sole di oggi da chi non ha argomenti e parla di opacità».
Nel merito della questione Spiaggia degli Olivi, il primo cittadino chiarisce che «la decisione di revocare la disdetta nei confronti di RFC (…) non è stata una scelta unilaterale del socio Comune, bensì una decisione assunta congiuntamente e all’unanimità dai soci di Lido Immobiliare S.r.l.», vale a dire «il Comune e la Provincia di Trento tramite Trentino Sviluppo». Una scelta, precisa Zanoni, «adottata nel mero ed esclusivo interesse prevalente della Società», con l’obiettivo di «garantire risorse certe e stabilità al bilancio societario».
Il sindaco ricostruisce quindi la genesi della disdetta, ricordando come fosse stata «inoltrata da Lido Immobiliare S.r.l. su indicazione esclusiva dell’Amministrazione comunale allora in carica», circostanza che – sottolinea – sarebbe stata «espressamente esplicitata nella missiva dell’allora Presidente di Lido, Delio Picciani». Con il cambio di amministrazione, aggiunge, «il medesimo Presidente aveva fin da subito manifestato la propria disponibilità (…) a procedere alla revoca della disdetta».
Un passaggio ritenuto centrale riguarda la natura dell’atto: «È evidente che la conseguenza della revoca non è il rinnovo del contratto ma semplicemente il prosieguo di quello già in essere». Un distinguo che, nelle intenzioni del primo cittadino, mira a smontare l’interpretazione avanzata dalle opposizioni.
Quanto invece alla procedura seguita da APM Srl per il bar “Al Campetto”, Zanoni parla di «naturale scadenza dell’affidamento», evidenziando come la società «abbia operato secondo le valutazioni ritenute maggiormente rispondenti al proprio interesse», nell’ambito delle «prerogative e autonomie proprie del Consiglio di Amministrazione».
Ma è sul piano politico che la replica assume i toni più aspri. Zanoni si dice «sorpreso» da critiche che definisce «infondate in quanto non corrispondenti alla realtà dei fatti», rimarcando che non si sarebbe trattato di «un nuovo affidamento, bensì la revoca di una precedente disdetta». Un atto che, nella lettura del sindaco, «presentava un’evidente connotazione politica e non una valutazione di interesse gestionale».
Il passaggio più duro è rivolto direttamente agli ex amministratori. «Le critiche provengono da chi, nei cinque anni precedenti, ha assegnato incarichi e ruoli senza particolari riserve», afferma Zanoni, evocando anche «le perplessità espresse dagli stessi vertici provinciali del suo partito» e richiamando «le note vicende delle intercettazioni». Non manca un riferimento alle «nomine riconducibili all’allora Consigliere delegato alle società», che – sostiene – avrebbe collocato «in vari ambiti soggetti a lui vicini».
«Il mio operato in materia di nomine è sotto gli occhi di tutti – conclude il sindaco –; credo che la cittadinanza sia pienamente in grado di distinguere il diverso approccio». Parole che segnano una chiara linea di demarcazione tra l’attuale amministrazione e quella precedente, mentre il confronto politico cittadino appare destinato a proseguire, alimentato da una contrapposizione sempre più netta sui temi della trasparenza e della gestione del patrimonio pubblico. (n.f.)










