Riva, il sindaco Zanoni replica alle opposizioni: “Le parole contano. E la Legge anche”
Il confronto politico a Riva del Garda si arricchisce di un nuovo capitolo. Dopo le critiche mosse dalle opposizioni sulla gestione di AGS Spa e su alcune scelte dell’amministrazione, arriva la replica pubblica del sindaco Alessio Zanoni, affidata a un lungo e articolato post. Il primo cittadino esordisce con un tono che mescola fermezza e misura istituzionale: “Non è mio costume commentare i post altrui, né rincorrere o alimentare polemiche sterili e inconcludenti”, scrive, spiegando tuttavia la necessità di intervenire quando – a suo dire – “si supera la linea della correttezza istituzionale, oltre che del rispetto della verità”.
Il passaggio su AGS: “Nessuno tema per l’occupazione”
Uno dei punti centrali della risposta riguarda proprio AGS Spa, finita recentemente al centro del dibattito. Zanoni respinge le preoccupazioni rilanciate dalle minoranze, sostenendo che sul fronte occupazionale non vi sarebbero motivi di allarme:
“In AGS ritengo che nessuno tema per le garanzie occupazionali rispetto all’esito – che era scontato già nel 2023 – dei bandi di gara sulle reti del gas”, afferma. Un passaggio che, nelle intenzioni del sindaco, mira a ridimensionare la narrazione di una società “in bilico”, come descritta dalle opposizioni.
“Sindaco più politicizzato”? La replica del primo cittadino
Ampio spazio nel post è dedicato a un’altra accusa che Zanoni definisce senza mezzi termini “stucchevole”: quella di essere il “Sindaco più politicizzato della storia rivana”. L’origine della polemica è legata alla proposta di modifica della denominazione del Largo e del cippo dedicati alle foibe.
Il sindaco ricostruisce dettagliatamente la vicenda, chiarendo il senso dell’iniziativa: “Il termine richiamato dalla Legge è infatti ‘vittime’. Ed è esattamente il termine che ho dichiarato di proporre come modifica”. L’obiettivo dichiarato è uniformare la toponomastica e le iscrizioni pubbliche al lessico previsto dalla normativa nazionale.
Zanoni ricorda come l’attuale denominazione di largo “Caduti delle Foibe” derivi da una deliberazione del Consiglio comunale del 2000, mentre nel 2022 sarebbe stata collocata una targa con la dicitura “Martiri delle Foibe” “senza che risulti un atto amministrativo formale a supporto di tale scelta”. Una situazione che, secondo il primo cittadino, avrebbe generato “una duplice denominazione che genera ambiguità e rischia di indebolire, anziché rafforzare, il senso condiviso della memoria”.
Il richiamo alla legge dello Stato
Al centro della riflessione del sindaco vi è la legge n. 92 del 30 marzo 2004, che istituisce il Giorno del Ricordo. “In quella legge non si fa riferimento né a ‘martiri’ né a ‘caduti’, ma si parla in modo chiaro e giuridicamente corretto di ‘vittime delle foibe’”, sottolinea Zanoni, evidenziando come la scelta lessicale del legislatore risponda a criteri di rigore storico e istituzionale.
Da qui la difesa della propria proposta, descritta come un percorso “lineare, trasparente e rispettoso di tutti i passaggi democratici”, attraverso il coinvolgimento della commissione comunale competente e del Consiglio comunale.
“Le parole contano”
Nel passaggio conclusivo del post, Zanoni allarga il ragionamento al piano politico e istituzionale: “Le parole contano. E la legge anche”, ribadendo che il proprio impegno resta quello di “riportare ogni decisione entro il perimetro della correttezza istituzionale, della trasparenza amministrativa e del rispetto delle sedi democratiche”.
Parole che arrivano in un momento di forte dialettica politica cittadina e che sembrano destinate ad alimentare ulteriormente il dibattito, non solo sul caso specifico, ma più in generale sul rapporto tra memoria pubblica, linguaggio istituzionale e confronto politico.
Nei prossimi passaggi consiliari si capirà se la proposta del sindaco troverà convergenze o diventerà un nuovo terreno di scontro tra maggioranza e opposizione. In gioco, oltre agli aspetti formali, c’è anche il delicato equilibrio tra sensibilità storica, scelte simboliche e coerenza amministrativa. (n.f.)









