Riprende l’attività del basket nell’Alto Garda con i protocolli CONI

RedazioneRedazione21/02/20213min385
giovanili Virtus-1


Dopo mesi di forzata sospensione di tutte le attività dilettantistiche e giovanili, in questi giorni i palloni da basket hanno ripreso a rimbalzare sui parquet delle palestre dell’Alto Garda.
Non è stato un percorso facile quello che ha portato alla riapertura delle palestre per lo svolgimento degli allenamenti delle squadre di pallacanestro, del quale è stata protagonista la FIP e che ha avuto come passaggio fondamentale l’intervento del CONI che ha inserito nella lista dei campionati considerati di “preminente interesse nazionale” insieme alle squadre di serie A e B, che di fatto non si sono mai fermate, anche quelle che vanno dalla serie C all’under 13. Dall’ufficializzazione di questa novità all’effettiva possibilità di entrare in palestra sono passate alcune settimane, necessarie alle società sportive per attrezzarsi al fine di poter organizzare le attività seguendo quanto previsto dal rigido protocollo federale.
È così che, dopo un tampone negativo, nei giorni scorsi le ragazze della Cestistica Rivana e i ragazzi della Virtus hanno finalmente potuto rimettere piede in palestra, mentre per gli atleti della GS Riva è questione di pochi giorni.
Una mobilitazione straordinaria quella operata dalle società alto gardesane in un periodo certamente non facile, anche dal punto di vista economico, per non precludere ai loro atleti la possibilità di poter riprendere l’amata pratica sportiva, dopo aver messo il massimo impegno anche nel lungo periodo di “stop”, così come ci ha raccontato Lorenzo Delana, Presidente del GS Riva: «In questi mesi da parte nostra c’è stata la buona volontà di tenere i gruppi quanto più possibile coesi, inventandoci allenamenti online e ritrovi nei campetti liberi da divieti nonostante le rigide temperature».

Michele Kumar, presidente della Virtus Alto Garda, ci ha aiutato a capirei come la passione dei dirigenti, in questi tempi debba convivere con una comprensibile preoccupazione, soprattutto ora che la provincia di Trento è zona arancione: «Non nascondo che i molti adempimenti imposti dai protocolli hanno destato qualche perplessità e sono stati motivo di discussione in direttivo e anche da parte dei genitori. La nostra speranza, ovviamente, è che la scrupolosa applicazione di quanto indicato consenta ai nostri atleti di frequentare le palestre con continuità, e svolgere la pratica sportiva che più amano in sicurezza».
Restano per ora al palo i piccoli del minibasket, ma se non saranno nuove aperture federali, ci penserà l’arrivo della bella stagione a rimetterli in movimento sui tanti campetti all’aperto presenti sul territorio rivano.
Severino Bigi

La Busa

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