“Quando suonerà, sarà la voce di tutti noi”: Torbole ritrova la sua campana

Ci sono suoni che non appartengono soltanto all’aria, ma alla memoria di un luogo. A Torbole, affacciata sul lago e sospesa tra acqua e montagne, uno di questi suoni sta per tornare. È quello della campana della Chiesa di Santa Maria al Lago, presenza silenziosa e familiare nel paesaggio del paese, oggi al centro di un intervento che intreccia tecnica, tradizione e senso di comunità.
La nuova campana verrà fusa il 26 febbraio, nella storica Fonderia Grassmayr di Innsbruck, attiva dal 1599 e considerata tra le più autorevoli in Europa nell’arte campanaria. Un passaggio che, pur nascendo da esigenze concrete, assume per Torbole un significato ben più ampio.
“Non si tratta soltanto di un intervento tecnico, ma di un gesto di responsabilità pubblica e, allo stesso tempo, di un segnale identitario per l’intera comunità”, spiega il sindaco Gianni Morandi, raccontando alla redazione de La Busa online le ragioni di una scelta che guarda insieme alla sicurezza e al valore simbolico del patrimonio comunale.
Le criticità e la decisione del Comune
Alla base dell’intervento vi sono verifiche tecniche che hanno evidenziato problematiche significative: la campana risultava fessurata, il telaio non conforme alle normative attuali, l’intero sistema obsoleto e non più adeguato sotto il profilo della sicurezza.
“Abbiamo scelto di non rimandare”, sottolinea Morandi. «Quando si parla di patrimonio comunale non si può intervenire a metà. La campana era fessurata e il sistema non più adeguato. Serviva un rinnovo completo, fatto con criteri tecnici moderni e con una visione di lungo periodo». Con la determinazione n. 477 del 30 ottobre 2025, il Comune di Nago-Torbole ha quindi affidato l’opera alla ditta specializzata Gloria Srl, per un investimento complessivo di 27.450 euro IVA inclusa.
Un intervento articolato e radicale, che comprende non solo la fusione della nuova campana, ma anche la realizzazione di un impianto completamente rinnovato: struttura portante in legno di larice con telaio autoportante, anello in acciaio per la distribuzione dei carichi, sistemi antivibranti a tutela delle murature, nuovi supporti e componenti certificati, elettrificazione, automazione e un quadro di controllo con tecnologia touch screen.
Si tratta di una soluzione progettata per garantire piena conformità alle normative di sicurezza, ridurre vibrazioni e sollecitazioni strutturali e assicurare durata nel tempo con minori esigenze di manutenzione.
La campana come simbolo civile
Ma nella visione dell’Amministrazione, il senso dell’opera non si esaurisce nella dimensione tecnica. La campana, per il sindaco Morandi, rappresenta prima di tutto un elemento identitario.
«Una campana non è soltanto un oggetto meccanico. È un simbolo civile prima ancora che religioso. Segna il tempo, accompagna le feste, i momenti solenni, le ricorrenze. Quando tornerà a suonare sul lago, sarà la voce di tutti noi».
Parole che restituiscono il valore culturale di un oggetto spesso percepito come parte dello sfondo urbano, ma che nei piccoli centri conserva ancora una funzione profonda: scandire la vita collettiva, segnare i passaggi, dare ritmo alla quotidianità.
Tradizione antica, tecnologia moderna
La nascita della nuova campana seguirà un rito antico, rimasto immutato nei secoli. Il bronzo, portato a temperature elevatissime, verrà colato nello stampo preparato artigianalmente. Forma, spessore, dettagli: ogni elemento contribuirà a definire l’armonia del suono.
«Abbiamo voluto unire questi due elementi – osserva Morandi – La fusione avviene in una fonderia che lavora da oltre quattro secoli. La gestione sarà invece moderna, sicura ed efficiente. È il modo migliore per custodire il passato guardando al futuro».
Un equilibrio tra memoria e innovazione che diventa metafora di un approccio amministrativo più ampio: conservare il patrimonio storico senza rinunciare agli standard contemporanei di sicurezza e funzionalità.
Una comunità che partecipa
Attorno all’intervento si è sviluppato anche un aspetto inatteso ma significativo. L’azienda incaricata ha infatti offerto la possibilità di assistere direttamente alla cerimonia di fusione a Innsbruck, trasformando un atto tecnico in un’esperienza condivisa.
La risposta della comunità cattolica e dei parrocchiani è stata immediata. In molti si stanno organizzando per partecipare al viaggio, vivendo insieme il momento della nascita della nuova campana. «È bello vedere come un’opera pubblica possa generare partecipazione», commenta il sindaco.
«La fusione è un atto tecnico, ma assistervi significa sentirsi parte di qualcosa che resta nel tempo. Questo dimostra che i simboli, quando vengono curati con serietà, sanno ancora unire».
Un suono che racconta una storia
Da decenni la campana di Santa Maria al Lago non svolgeva più pienamente la propria funzione. Quando la nuova campana verrà installata e tornerà a suonare, il suo rintocco non sarà soltanto un segnale acustico. Sarà il segno tangibile di un patrimonio comunale rimesso in sicurezza, di un investimento pubblico guidato da criteri tecnici moderni e di una comunità che ha saputo riconoscersi attorno a un simbolo. «Quando quella campana suonerà – conclude Morandi – non ascolteremo solo un suono. Ascolteremo una storia che continua».
E a Torbole, tra le onde del lago e le pietre antiche del paese, quella storia è già pronta a risuonare.
Nicola Filippi










