Protezione Civile del Trentino: “Il primo presidio è nei Comuni”

Amministrare una comunità significa guidarne lo sviluppo quotidiano, ma anche doversi assumere la responsabilità diretta della tutela e della sicurezza dei propri cittadini nei momenti più critici. Con questo presupposto la sala InCooperazione di via Segantini a Trento ha ospitato il seminario “Sindaci sul campo: gestione operativa della protezione civile”.
L’apertura dei lavori ha visto i saluti istituzionali del dirigente generale del Dipartimento Protezione civile, foreste e fauna Stefano Fait, del referente CAL per la protezione civile e sindaco di Mezzana Giacomo Redolfi, e dell’assessore con delega a difesa idrogeologica ed enti locali della Provincia autonoma di Trento e coordinatrice della Commissione Protezione civile della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Giulia Zanotelli. Quest’ultima ha sottolineato il valore della prevenzione e dell’impegno istituzionale a fianco dei territori mentre Fait ha messo in luce l’importanza del confronto diretto tra chi vive il territorio.
L’appuntamento si è incentrato sull’analisi di quattro “case study” emblematici legati ad altrettante emergenze reali gestite nel corso del 2026 sul territorio provinciale. Il sindaco di Tesero Massimiliano Deflorian, insieme al funzionario del Servizio Gestione strade Paolo Zotta, ha illustrato la gestione delle due frane causate dalle piogge intense di agosto nella valle di Stava. Il primo cittadino di San Giovanni di Fassa Giulio Florian e l’ispettore dei Vigili del fuoco volontari Giancarlo Pederiva hanno illustrato le criticità legate al dissesto idrogeologico affrontate sul Gardeccia. L’attenzione si è poi spostata sugli incendi boschivi, con l’analisi degli eventi legati al rogo sul monte Cermis esposta dal sindaco di Cavalese Carlo Betta e dall’ispettore distrettuale Stefano Sandri, oltre che al monte Bedolè, presentato dal sindaco di Spormaggiore Alessandro Pezzi e dal direttore dell’Ufficio distrettuale forestale Massimo Miori.










