Piscina dell’Alto Garda, Marocchi e Zanoni frenano sull’ex Atlas

Redazione28/10/20263min
piscina meroni riva

Una piscina moderna, capace di rispondere alle esigenze sportive dell’intero Alto Garda, resta un obiettivo condiviso. Ma tra le ipotesi che riaffiorano nel dibattito pubblico e quelle concretamente perseguibili esiste una distanza fatta di proprietà private, vincoli urbanistici, finanziamenti e soprattutto tempi. È su questa distinzione che intervengono Giuliano Marocchi, presidente della Comunità Alto Garda e Ledro, e Alessio Zanoni, sindaco di Riva del Garda, per chiarire il futuro della piscina sovracomunale e ridimensionare l’ipotesi di realizzarla nell’area ex Atlas.

 



 

«Mai si è discusso tra sindaci di questa opzione», precisa Marocchi, intervistato da l’Adige, sottolineando che un eventuale approfondimento avrebbe richiesto anzitutto un confronto con i vertici delle Cartiere del Garda, proprietarie del compendio. Il presidente richiama anche la complessità dell’operazione: secondo la sua valutazione, tra accordi con la proprietà e procedure urbanistiche potrebbero trascorrere almeno dieci anni prima di vedere concretizzata una nuova struttura. «L’Alto Garda e Ledro ha bisogno di risposte immediate», ribadisce.
L’ipotesi ex Atlas non nasce tuttavia dal nulla. Nel 2024 i tecnici della Comunità di Valle avevano aggiornato uno studio sulle possibili localizzazioni della piscina, considerando anche una disponibilità al confronto manifestata dalla proprietà delle Cartiere attraverso un’osservazione alla Variante 13-bis, adottata dalla precedente amministrazione Santi.
Da quella ricognizione, però, non era scaturito un percorso progettuale condiviso.
«Noi siamo sempre stati e siamo contrari a quell’ipotesi», ribadisce il sindaco Zanoni, confermando che per l’attuale amministrazione comunale la soluzione da perseguire rimane l’ampliamento e l’ammodernamento della piscina Enrico Meroni. Il sindaco contesta la praticabilità di una nuova costruzione su terreni privati privi dell’attuale conformità urbanistica e ricorda un ulteriore elemento: la Meroni è già collegata alla rete del teleriscaldamento, un vantaggio energetico richiamato anche nel dibattito sulle possibili nuove localizzazioni.
Zanoni chiarisce inoltre che il progetto di ampliamento dell’impianto esistente era stato predisposto dalla precedente giunta Santi, anche nell’ambito del percorso per accedere ai finanziamenti del PNRR. Diverso, precisa, il discorso sulla Cittadella dello Sport, che non aveva ottenuto il finanziamento e la condivisione sovracomunale oggi evocati nel confronto politico.
La prossima tappa è attesa entro novembre, quando APM dovrebbe presentare un aggiornamento progettuale per trasformare la Meroni in una struttura capace di rispondere alle esigenze dell’intero territorio.
Il confronto resta aperto, ma per Marocchi e Zanoni la priorità è chiara: dare risposte concrete allo sport dell’Alto Garda senza inseguire soluzioni che rischiano di richiedere un altro decennio di attesa.

(n.f.)