Pericolosità ciclabile Nago-Pratosaiano, l’allarme del Consorzio Oltresarca

«Devono intervenire al più presto, prima che accada qualcosa di molto serio. E poi non ci vengano a dire che non avevamo detto nulla». È un avvertimento netto, quello che Natalino Signoretti, presidente del Consorzio Oltresarca di miglioramento fondiario e irriguo, affida alla redazione de La Busa online per denunciare una situazione che, a suo giudizio, sta diventando insostenibile lungo la nuova ciclabile tra Nago e Pratosaiano, nel territorio di Arco. Al centro della segnalazione, la difficile convivenza tra biciclette, mezzi agricoli e proprietari dei terreni, in un’area dove la mobilità turistica si intreccia quotidianamente con il lavoro nei campi.
La richiesta è chiara: Comune e istituzioni competenti intervengano prima che le criticità possano trasformarsi in un problema serio per la sicurezza.
Una ciclabile che continua a far discutere
La vicenda non nasce oggi. Inaugurato il 15 giugno scorso, il nuovo collegamento ciclabile di poco più di due chilometri tra Nago e la piana dell’Alto Garda, realizzato recuperando parte dell’antica strada della Maza, è diventato rapidamente uno degli itinerari più frequentati dai cicloturisti.
Un’opera importante per la mobilità sostenibile, costata complessivamente circa cinque milioni di euro, ma che fin dall’apertura ha sollevato le proteste dei proprietari dei fondi agricoli.
Già in agosto gli olivicoltori avevano denunciato le difficoltà di accesso ai terreni, causate dalle nuove disposizioni che consentono ai mezzi agricoli autorizzati di percorrere il tracciato soltanto in discesa, da Nago verso Arco. Una limitazione che costringe alcuni coltivatori a lunghi percorsi alternativi per raggiungere appezzamenti situati a poche centinaia di metri.
Alla protesta aveva partecipato anche il vicesindaco di Arco Marco Piantoni, mentre l’assessora all’agricoltura Chiara Parisi aveva espresso solidarietà ai coltivatori, chiedendo soluzioni capaci di garantire sicurezza e accessibilità.
Signoretti: «Serve un confronto concreto»
Ora a intervenire è il Consorzio Oltresarca, che richiama l’attenzione su difficoltà di accesso ai fondi, carenze nella segnaletica e flussi di ciclisti difficili da gestire, secondo quanto segnalato dai proprietari. Per Signoretti il problema riguarda anche la salvaguardia di un territorio agricolo che rappresenta uno degli ultimi grandi polmoni verdi dell’Oltresarca. «Ogni trasformazione del territorio dovrebbe tener conto delle realtà già presenti», osserva il presidente, sottolineando la necessità di valutare attentamente le conseguenze sulla gestione delle infrastrutture, dei servizi e della sicurezza.
Il Consorzio non mette in discussione il valore della mobilità ciclabile, ma chiede che venga garantita una convivenza sostenibile con le attività agricole, evitando che gli interventi destinati a migliorare la fruibilità turistica compromettano il lavoro quotidiano dei proprietari.
L’invito alle istituzioni comunali è quindi quello di aprire «un dialogo concreto e responsabile», affrontando tempestivamente le criticità segnalate.
Perché il nodo, a quattro mesi dall’inaugurazione, rimane irrisolto: trovare regole e soluzioni che permettano a ciclisti, pedoni e agricoltori di condividere il territorio senza penalizzazioni e, soprattutto, senza mettere a rischio la sicurezza.
Il presidente Signoretti ha lanciato il suo avvertimento. Ora la parola passa alla giunta Fiorio. (n.f.)










