Parcheggio al Ponte, il verde come infrastruttura: la nuova visione ambientale della giunta Fiorio

Per anni è stato un nodo irrisolto, al centro di discussioni, cantieri lunghi e attese estenuanti. Il parcheggio “Al Ponte”, ex Carmellini, rappresenta uno degli spazi più delicati per la mobilità di Arco: cerniera tra centro storico, ciclabile e area urbana, indispensabile per residenti, lavoratori e turisti. Oggi, mentre i lavori entrano nella fase finale, questo luogo torna al centro dell’attenzione non solo per la sua funzione, ma per il cambio di visione che lo sta accompagnando.
Dal 2 febbraio una parte del parcheggio è nuovamente delimitata da grandi transenne metalliche. Gli stalli sono utilizzabili solo parzialmente: non si tratta di un nuovo stop, ma dell’ultimo passaggio necessario per completare quella che l’assessora all’ambiente Chiara Parisi definisce senza mezzi termini “verde funzionale”. Un concetto che segna una discontinuità netta con il passato. «Non è abbellimento – chiarisce Parisi – ma un intervento essenziale per ridurre l’impatto dell’inquinamento atmosferico e quello provocato dai mezzi all’interno dello stesso parcheggio».
Nel confronto con gli uffici tecnici comunali, l’assessora ha scelto di modificare e arricchire il progetto originario, introducendo una maggiore varietà di piante ed essenze. Una decisione condivisa con l’assessorato alle opere pubbliche, guidato da Massimiliano Floriani, che sta seguendo da vicino l’evoluzione del cantiere.
La nuova impostazione prevede piante rustiche, resistenti alle alte temperature estive e coerenti con il contesto ambientale dell’Alto Garda: un mix di arbusti e alberi, caducifoglie e sempreverdi, che richiamano la mediterraneità dell’olivaia e le essenze già presenti nell’area del castello. Non solo una scelta estetica, ma tecnica: la disposizione delle piante è stata ripensata per evitare interferenze tra radici, pavimentazioni e manufatti, garantendo durabilità nel tempo.
Il verde, in questo progetto, diventa una vera infrastruttura ambientale.
I parcheggi, come sottolinea l’assessora, sono tra i luoghi più critici per il rilascio di polveri sottili, oli e carburanti. Alberi e arbusti svolgono una funzione fondamentale: mitigano il calore, migliorano il microclima e contribuiscono all’assorbimento degli inquinanti prodotti durante le manovre dei veicoli.
I lavori procederanno per fasi, con chiusure parziali e temporanee, una modalità già sperimentata anche in altre aree cittadine come il Foro Boario.
L’obiettivo è chiaro: limitare al massimo i disagi, mantenendo il maggior numero possibile di stalli disponibili. Le condizioni meteo permettendo, l’intervento dovrebbe concludersi nell’arco di circa un mese, con particolare attenzione agli eventi cittadini. In occasione delle due domeniche carnevalesche, il parcheggio resterà aperto, garantendo spazi sicuri anche per i mezzi della ditta incaricata.
Questa gestione attenta dei tempi non è casuale. Come ricorda Parisi, una delle prime decisioni prese dalla nuova amministrazione guidata dalla sindaca Arianna Fiorio è stata quella di riaprire il parcheggio il prima possibile, dopo mesi di chiusura. Solo in un secondo momento si è scelto di intervenire sui dettagli, programmando i lavori di piantumazione in un periodo più tranquillo e lontano dalla stagione turistica estiva.
È qui che emerge con forza la nuova sensibilità della giunta Fiorio: un approccio che cerca di tenere insieme funzionalità, attenzione ambientale e vivibilità urbana, senza sacrificare l’una all’altra. Il parcheggio “Al Ponte” non viene più pensato come una semplice distesa di asfalto, ma come uno spazio urbano complesso, inserito in un ecosistema, collegato anche con gli spazi del centro giovanile intercomunale, che va protetto e migliorato.
In questo senso, la riqualificazione dell’area ex Carmellini diventa simbolica, di “rottura” rispetto al recente passato. Racconta una visione più sostenibile e consapevole. Una trasformazione silenziosa, fatta di alberi, arbusti e scelte progettuali, ma che parla chiaramente del futuro che Arco vuole costruire.
Nicola Filippi










