Onda Alto Garda: “La Sarca è un canale o un’ecosistema da tutelare?”

Redazione15/03/20243min
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Il fiume Sarca deve essere considerato “un canale d’acqua o un ecosistema”? Attorno a questa domanda si concentra il ragionamento del movimento politico Onda Alto Garda e Ledro, dopo l’assemblea pubblica al Centro Culturale di Dro, organizzata dalla Rete Riserve della Sarca, “su richiesta urgente del Servizio Bacini Montani”, sui lavori urgenti da realizzare in quel di Pietramurata. Si parlava dell’escavazione di diecimila metri cubi di ghiaie dall’alveo del fiume Sarca, a sud del Ponte del Gobbo per bonificare la vecchia cava, sempre a Pietramurata. “In modalità risparmio – puntualizzano i coordinatori di Onda, in un comunicato – vista la possibilità di abbassare il letto dei fiume e contemporaneamente di evitare le spese di smaltimento del materiale di risulta”.

A destare preoccupazioni in Onda però “la modalità di presentazione dell’iniziativa da parte dei responsabili del Servizio Bacini montani” che non ha proposto “soluzioni alternative”, come pure la motivazione: “Ce lo dice l’idraulica del fiume”, considerata un po’ generica da parte dei Servizi provinciali. Onda avrebbe gradito un pronunciamento popolare prima dell’avvio dei lavori, presentati quasi come un “prendere o lasciare”.

Come sarà effettuato l’intervento? I coordinatori di Onda ribadiscono come “i Servizi provinciali non dialogano al fine di mitigare gli impatti delle nostre azioni sui fiumi trentini”, ma suggeriscono un’altra via: “Se si lavorasse con criterio multidisciplinare, il Servizio Bacini montani potrebbe chiedere al Servizio Aree protette una relazione accompagnatoria ai lavori, in modo tale da diminuire l’artificialità del corso del fiume, rimanendo nei tempi e risparmiando risorse”. “Aiutare la naturalità del fiume – spiegano infatti – significa proteggere la vita dentro il fiume e sulle se rive, ma anche rallentare ondate di piena ed effetti indesiderati o pericolosi”.

Onda avanza alcune semplici proposte: “asportare materiale il meno possibile dal letto del fiume, riportare i grossi massi lungo il corso del Sarca per rallentare la corrente e creare aree di ripopolamento della fauna ittica. Il taglio delle piante deve attenersi ai protocolli, ossia rispettare tutte le piante utili come salici e alberi da frutto, molto adattabili in caso di piena e fondamentali per ripristinare la catena alimentare delle rive”.
“Proviamo ad invertire la rotta – conclude Onda – abbandonando le operazioni a spot. Il nostro fiume va considerato come un malato di cui prendersi cura, dalla sorgente alla foce”.

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