Nel libro di Walter Salin la saga dei Roncher di Cavedine

Redazione22/07/20212min644
albergo corona cavedine Piccole storie

Il look down, fra i tanti disagi, ha avuto anche qualche positività. Nel senso che durante la forzata clausura si è potenziata l’attività creativa associazionistica e individuale. Come quella dell’artista Walter Salin che ha ricostruito in un libro la storia dell’importante famiglia Roncher di Cavedine (da cui discende sua moglie Rosella), partendo dalle radici altoatesine in Val Badia.
L’altra sera nell’aula consiliare del municipio di Cavedine, alla presenza di un folto pubblico fra cui una numerosa rappresentanza dei diversi rami dei Roncher, si è tenuta la presentazione per iniziativa del Comune di Cavedine e della neo-assessora alla cultura Eleonora Comai.
Si può certamente parlare della classica “saga familiare”, attraverso una serie di personaggi ed avvenimenti (in particolare le due Guerre Mondiali), che abbracciano circa due secoli e mezzo di storia. La scena attorno a cui s’intreccia la parte più significativa della ricostruzione storica è incentrata sul famoso albergo “Corona” collocato nei pressi dell’attuale Piazza Italia. Il personaggio di riferimento è Costante Roncher, un avveduto imprenditore nel settore commerciale-alberghiero vissuto fra fine ‘800 e il 1915. Egli era conosciuto grazie anche alla produzione del suo “Vin Sant” in gran parte del mondo tedesco, ospitando nella sua struttura alberghiera molti turisti d’oltralpe. La storia s’immerge nelle vicissitudini familiari che affondano in quel mondo valoriale che, seppur retto da una rigida moralità che non consente sgarri, spesso affiora con un po’ di rimpianto anche nelle attuali analisi sociologiche a fronte di una società moderna, imperniata sull’individualità, l’egoismo e il consumismo. Come è stato sottolineato dai vari relatori si tratta di una storia che assomiglia ad un romanzo, piacevole, discorsiva e che fa soprattutto riflettere. Interessanti anche le appendici documentarie, la narrazione fotografica, il glossarietto dialettale e l’antico ricettario del menù alberghiero.
MARIANO BOSETTI

La Busa

GRATIS
VISUALIZZA