Martiri del 28 giugno: la solenne commemorazione nell’Alto Garda

RedazioneRedazione29/06/20204min562
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Si è svolta ad Arco la solenne cerimonia di commemorazione dei Martiri del 28 giugno, in modo congiunto dai Comuni di Arco, Nago-Torbole e Riva del Garda.
Da decenni le Amministrazioni ricordano insieme la ricorrenza dell’eccidio nazifascista del 28 giugno 1944, un momento particolarmente buio per la comunità dell’Alto Garda. Quel giorno alcune decine di militari delle Schutzstaffel, le famigerate SS agli ordini del maggiore Rudolf Tyrolf, comandante della polizia tedesca di Bolzano, eseguirono una spietata azione repressiva: tra Riva del Garda, Arco, Nago e Torbole furono assassinate undici persone, altre cinque morirono nei giorni seguenti, e furono compiuti arresti e torture. Il ricordo di quell’orrore è sempre vivo nelle comunità dell’Alto Garda, che da tempo ne celebrano il ricordo in modo congiunto.
La giornata di commemorazioni ha avuto il tradizionale preludio del suono a lutto della Renga, la campana della torre civica di Riva del Garda, alle 8 del mattino per cinque minuti, presenti per l’Amministrazione comunale il sindaco Adalberto Mosaner, gli assessori Massimo Accorsi e Alessio Zanoni, e alcuni consiglieri comunali, oltre a una rappresentanza della sezione locale dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia, dell’Associazione nazionali alpini, del Corpo di polizia locale e delle forze dell’ordine.
Quindi il sindaco Adalberto Mosaner ha tenuto un breve intervento e, a seguire, alcune corone di fiori sono state deposte anche ai tre cippi intitolati a Gastone Franchetti, Eugenio Impera ed Enrico Meroni.
La commemorazione congiunta, nel cortile del municipio di Arco, si è aperta con le onoranze alla stele dei Martiri, presenti i sindaci di Arco Alessandro Betta, di Nago-Torbole Gianni Morandi e di Riva del Garda Adalberto Mosaner, rappresentanti delle tre Giunte e dei tre Consiglio comunali, il presidente della rappresentanza trentina dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia Mario Cossali e quello della rappresentanza locale Gianantonio Pfleger. Presente anche l’avv. Renato Ballardini, protagonista della Resistenza a Riva del Garda scampato all’eccidio, medaglia d’oro al merito del Comune di Riva del Garda per l’impegno civico e nei campi della cultura e della convivenza, oltre alle rappresentanze della sezione locale dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia, dell’Associazione nazionali alpini, del Corpo di polizia locale e delle forze dell’ordine.
L’allocuzione è stata tenuta dal sindaco di Arco: «La giornata del 28 giugno -ha detto Alessandro Betta- a tanti anni di distanza dalla strage che si consumò nel corso dell’occupazione nazista, è da sempre ed è ancora una ferita dolorosa per la nostra comunità. Fu un atto barbaro, di una ferocia tale che perfino negli anni bui e avvezzi alla violenza della Seconda Guerra Mondiale sembrò essere oltre ogni limite sopportabile. Civili inermi furono trucidati nelle loro case o arrestati e torturati per soffocarne, prima che l’azione, il pensiero. Alcuni erano solo dei ragazzi, giovani impegnati a pensare e progettare un cambiamento per rendere migliore la nostra società. Altri erano adulti, contro cui la ferocia nazi-fascista sfogò la sua violenza per spezzare ogni anelito alla libertà e alla giustizia. Siamo qui oggi a celebrare questi coraggiosi nostri concittadini che hanno lottato per noi, per regalare alla loro Comunità un nuovo sistema sociale, fondato su valori che fossero diversi dal terrore, dalla violenza e dal sopruso. Se oggi viviamo una società basata su ideali di libertà, di giustizia sociale, di pluralità e di pari dignità, sono loro che dobbiamo ringraziare.

La Busa

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