Madruzzo, arriva il registro dei volumi edili dismessi e degradati

Mariano Bosetti25/11/20212min374
edificio cavedine


Un recente provvedimento del comune di Madruzzo ha recepito l’art. 111 della Legge urbanistica Provinciale, inteso ad istituire il “Registro dei volumi e delle superfici degli edifici dismessi e degradati” per una eventuale demolizione ai fini di una riqualificazione dei centri abitati. La disposizione provinciale, in effetti, intenderebbe smuovere l’annosa situazione della stasi edilizia in situazione di degrado dei centri storici. Un’iniziativa che dovrebbe riguardare soprattutto i grandi volumi abitativi dismessi da decenni, il cui costo per un eventuale recupero diventerebbe particolarmente oneroso e soprattutto poco incentivante ai fini di una loro collocazione sul mercato per la difficoltà di un adeguamento alle moderne esigenze di vita. In altre parole la normativa provinciale suggerisce delle modalità per superare tale impasse, che in realtà tende ad accompagnare la trasformazione postuma in senso urbanistico ed edilizio dalla civiltà contadina, con famiglie patriarcali, alla moderna società con nuclei unifamiliari.

Ora devono essere i proprietari interessati a produrre la richiesta d’inserimento nell’apposito registro mediante schedatura degli edifici con tutta una serie di dati tecnici e foto, con lo scopo di accertare gli elementi costitutivi e relativi alla consistenza degli immobili. Sarà invece compito dell’Ufficio Tecnico compilare e gestire il suddetto registro, pubblicato all’albo informatico del Comune, dando la possibilità della demolizione dei vecchi edifici dismessi (pratica edilizia SCIA) per un’eventuale loro ricostruzione con la categoria d’intervento della “ristrutturazione edilizia”. In alternativa si dà la possibilità della trasformazione del volume demolito in credito edilizio per l’eventuale “rilocalizzazione del volume o della superficie utile lorda mediante un accordo urbanistico”.

La Busa

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