Ledro non dimentica l’Obbedisco di Garibaldi

Redazione21/07/20212min384
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“Ricordare il passato ci aiuta ad affrontare le fragilità del presente e a rilanciare l’impegno forte di pace che deve sempre guidarci. La memoria è un patrimonio prezioso che dobbiamo riuscire a trasmettere alle nuove generazioni, ma la memoria non deve essere semplice ricordo, essa deve essere anche testimonianza attiva e riflessione da cui trarre insegnamenti e stimoli per sanare le lacerazioni del passato e guardare al futuro, lavorando per una società in cui la risoluzione dei conflitti non venga più affidata all’uso delle armi”.
È stato questo il messaggio che il vicepresidente della Provincia Autonoma Mario Tonina ha voluto dare durante la commemorazione ufficiale della battaglia di Bezzecca, in Val di Ledro, che si svolse nel luglio del 1866 durante la Terza Guerra d’Indipendenza. Accanto al vicepresidente vi erano il sindaco del Comune di Ledro Renato Girardi e Francesco Garibaldi Hibbert, erede e presidente dell’Associazione nazionale Giuseppe Garibaldi.
Il sindaco di Ledro, Girardi, nel ricordare i fatti d’armi del Colle di Santo Stefano, ha sottolineato come si trattò di una battaglia dal grandissimo significato per l’unità d’Italia, che rese famosa Bezzecca in tutt’Italia quale luogo storico del Risorgimento italiano.
La notorietà di Bezzecca si deve alle vicende della storica battaglia del 21 luglio 1866 fra i volontari garibaldini e le truppe austriache; proprio qui Giuseppe Garibaldi rispose con il famoso “Obbedisco” all’ordine di ritirata dal Trentino, alcuni giorni dopo, da parte di Vittorio Emanuele II. Ma il colle di Santo Stefano fu interessato anche dal Primo conflitto mondiale e il sito divenne, nei decenni successivi, luogo di memoria non solo delle vicende garibaldine ma anche della Grande Guerra. Accanto al Sacrario e al cimitero, rimangono le lapidi in memoria della Battaglia del 1866, le trincee, i camminamenti, i monumenti e le lapidi in onore dei combattenti della prima guerra mondiale.
La commemorazione odierna ha chiuso tre giorni di manifestazioni dedicate alla celebre battaglia.

La Busa

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