La sopravvissuta di Auschwitz Tatiana Bucci ospite in Municipio a Riva

Redazione17/03/20264min
tatiana bucci con sindaco riva


 

Ospite d’eccezione in Municipio nella serata di lunedì 16 marzo: infatti a Palazzo Pretorio ha fatto visita Tatiana Bucci, sopravvissuta assieme alla sorella Andra al campo di sterminio nazista di Birkenau. Accompagnata dalla prof.ssa Ausilia Puleo è stata accolta dal sindaco Alessio Zanoni, dalla vicesindaca Barbara Angelini, dall’assessora alla cultura Stefania Pellegrini e dalla consigliera comunale Maria Carmela Picciani. Un incontro fortemente voluto dall’amministrazione comunale, possibile grazie all’iniziativa del liceo cittadino in collaborazione con Living Memory e la Fondazione Museo Storico del Trentino: l’incontro della mattina seguente a Palazzo dei congressi con una testimone d’eccezione della Shoah, nell’ambito del progetto Memoria coordinato dalla prof.ssa Ausilia Puleo.
In Municipio si è svolta una lunga chiacchierata in cui la signora Bucci ha raccontato la terribile esperienza dell’arresto, il 28 marzo 1944 a Trieste (quando lei aveva sei anni e mezzo e la sorella poco più di quattro), insieme alla madre, alla zia, al cugino Sergio e ad altri familiari, con l’arrivo ad Auschwitz-Birkenau la notte del 4 aprile. La nonna fu uccisa poco dopo l’arrivo, il piccolo Sergio qualche tempo più tardi. La mamma fu separata e la videro di rado.

 

 

«Io e Andra abbiamo avuto due fortune -ha detto Tatiana- la prima, essere scambiate per gemelle, data la somiglianza, quindi utili agli esperimenti del dottor Mengele, perché di norma i bambini prendevano subito la via del forno, come i vecchi e gli ammalati. La seconda, di essere sopravvissute». Dei circa 230.000 bambini deportati nel campo di Auschwitz-Birkenau, infatti, quando il campo fu liberato, il 27 gennaio 1945, ne erano sopravvissuti solo 650.
Nell’intenso racconto di Tatiana i brevi e radi incontri con la mamma, che quando riusciva a far loro visita sempre raccomandava di ricordare il proprio nome, e la convinzione, dopo qualche tempo che non la vedevano più, di essere rimaste orfane (anche del padre, prigioniero degli inglesi in Sudafrica, avevano perso ogni traccia) e mandate quindi, dopo la liberazione, prima in un orfanotrofio vicino a Praga, poi assieme ad altri tre bambini a Lingfield in Inghilterra, nel centro pensato specificamente per l’accoglienza di bambini resi orfani dalle brutalità dei campi nazisti.
«Qui è stata la rinascita -ha raccontato Tatiana- dopo anni abbiamo di nuovo sperimentato l’affetto, la dolcezza, la cura. La responsabile del centro era una psicologa infantile e sapeva come rapportarsi ai bambini traumatizzati dal lager». Poi l’esito felice: il ricongiungimento con la mamma, nel dicembre del 1946 a Roma.
Oggi Tatiana, che dal 1964 vive a Bruxelles, e Andra, che da una decina di anni si è trasferita in California, sono fra i più importanti testimoni dello sterminio degli ebrei.
Dopo l’incontro in Municipio il gruppo ha accompagnato Tatiana Bucci a una breve passeggiata a conoscere la città partendo da quello che fu il ghetto ebraico, la zona di via Fiume.