La senatrice Conzatti risponde ai sindaci Betta, Oss Emer e Ianeselli: “Rigenerazione urbana, ci sono speranze”

Claudio Chiarani20/01/20223min667
ARCO PANORAMA CASTELLO 2

 

Arriva dalla senatrice Donatella Conzatti la risposta alla lettera congiunta che i sindaci Alessandro Betta per Arco, Roberto Oss Emer per Pergine e Franco Ianeselli per Trento avevano inviato ad alcuni parlamentari per chiedere chiarimenti in merito ai progetti di rigenerazione urbana presentati dalle loro amministrazioni risultati ammissibili a finanziamento ma esclusi perché le risorse stanziate non risultavano sufficienti allo scopo.

La Senatrice afferma che la ministra Lamorgese, in un recente “Question Time”, ha sottolineato l’impegno del Governo a individuare ogni ulteriore soluzione per i Comuni già individuati allo scopo di beneficiare dei contributi ma non inseriti nell’elenco di quelli oggi beneficiari.

Come previsto dal Pnrr, ossia l’ormai noto Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, alla “Missione 5” (Inclusione e Coesione) prevede la componente “Infrastrutture sociali, famiglie, comunità e terzo settore.” In questo ambito la linea d’intervento 2.1 disciplina gli investimenti in progetti di rigenerazione urbana volti a ridurre situazioni di emarginazione e degrado sociale, con una previsione economica da parte del Piano per circa tre miliardi e trecento milioni di euro complessivi. Investimento, scrive e precisa la senatrice Conzatti, destinato a fornire ai Comuni italiani con popolazione superiore ai 15.000 abitanti contributi destinati a investimenti di rigenerazione urbana al fine di ridurre situazioni di emarginazione e degrado sociale, nonché migliorare la qualità del decoro urbano, il contesto sociale e ambientale. Il Decreto del ministero dell’Interno ha assegnato due miliardi e novecentomila euro con Legge 160/2019 per gli anni 2021-2026, importo integrato con ulteriori cento milioni di euro per l’anno 2022 e altri duecento milioni di euro per gli anni 2023 e 2024. Alla fine, il Ministero ha assegnato una somma totale di 3 miliardi e 400 milioni. La procedura telematica predisposta dal Dipartimento degli Affari Interni e Territoriali ha rilevato la presentazione di 649 richieste per un totale ben superiore a tale cifra prevista, ossia circa quattro miliardi e quattrocento milioni di euro. In funzione di questo il Ministero ha assegnato l’ammontare di ciascun contributo a quei Comuni che presentano un più elevato valore dell’indice di vulnerabilità sociale e materiale (IVSM) come previsto dall’articolo 5, punto 2 del richiamato DPCM del 21 gennaio 2021.

Come ha scritto la senatrice Donatella Conzatti, il Governo troverà comunque la soluzione per far beneficiare dei contributi anche i Comuni rimasti esclusi dall’elenco.