Il consigliere provinciale Alex Marini: “Quale ferrovia per l’Alto Garda?”

Claudio ChiaraniClaudio Chiarani21/03/20214min730
tramtreno in viale Pellini (simulazione)-2


Alex Marini, consigliere provinciale dei 5 Stelle prende posizione sulla mobilità sostenibile per l’Alto Garda. Di seguito in sintesi il suo intervento al quale sono seguiti anche quelli dei portavoce dei 5 Stelle Michele Setti e Germano Fatturini, e dell’ex consigliere rivano Andrea Matteotti.
“La politica dei trasporti pubblici ci vede coinvolti – ha detto Alex Marini nel corso di una conferenza stampa web – a supporto del turismo lento e sostenibile. Un richiamo che ho fatto perché è importante collegare trasporto e politiche turistiche. L’Alto Garda è una meta turistica internazionale, per cui la possibilità di un collegamento ferroviario va presa in seria considerazione. Sono molti anni che si parla di sviluppo sociale, tutela dell’eco sistema e personalmente credo sia giunta l’ora di attuarla. Anche in Trentino ci sono troppe automobili in circolazione. Negli ultimi 10 anni il numero delle vetture private è raddoppiato: da 300.000 nel 2010 a 670.000 nel 2019”.

Dati preoccupanti, ha evidenziato il consigliere provinciale, che ha fornito in seguito quelli del trasporto pubblico: “Dai 45 milioni di persone trasportate dieci anni fa ai 65 milioni del 2020, per un aumento del 20% sono davvero poco rispetto all’aumento delle vetture – ha esternato Marini – Per questo vanno realizzate politiche incisive in merito. Il collegamento Rovereto – Riva ha la priorità dal 2019 a seguito delle intese con RFI (Rete Ferroviaria Italiana) per promuovere uno studio di fattibilità. Noi del Movimento 5 Stelle abbiamo presentato una proposta che impegna la Giunta a valutare la possibilità di trasformare riva in un “Hub trasportistico”, ossia diventare il nodo di una rete di trasporti via terra verso la valle di Ledro, del Chiese o Giudicarie Esteriori ma anche via lago”. Una proposta che, però non significa colate di cemento e binari stesi in terra: “No, anzi – ha proseguito il consigliere pentastellato – significa creare una logistica di trasporti integrata con obiettivo invitare a non comperare più automobili ma utilizzare il trasporto pubblico. Questa in dettaglio è la nostra proposta che deve essere vista come parte integrante del trasporto pubblico in una zona densamente popolata come l’Alto Garda. Vogliamo una ferrovia? Sì o no? Ma quale ferrovia? Quale soluzione tecnologica? È giusto spendere tanto denaro ma che come dobbiamo trovarlo? In Banca, Recovery fund, a fondo perduto, emissione di bond trentini?”. Dunque, per Marini cosa si deve fare? “Un buco nella montagna o una ferrovia “sinuosa” che si adatta alla morfologia del territorio (come la ex Mar) e decidere quale tecnologia utilizzare? – ha detto in conclusione il consigliere – A scartamento ridotto o una cosa più simile ad un tram che meglio si adatta alla nostra urbanizzazione? Poi c’è il discorso delle infrastrutture ferroviarie con ragionamenti urbanistici. Dove si costruiscono le stazioni? Fuori terra o interrate? Tutte cose da valutare con la popolazione. Quali, poi, gli strumenti da utilizzare seguendo le leggi? C’è l’ipotesi che il Governo possa finanziare l’opera, ma poi ci sono anche le varie proposte provinciali da tenere in considerazione. Tutte domande che ultimamente sono affiorate un po’ dovunque, dai giovani alle APT d’ambito e che meritano risposte”.

La Busa

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