Giornata del Ricordo, Luca Grazioli critica il cambio da “Caduti” a “Vittime”

Redazione12/02/20264min
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Il dibattito cittadino seguito alla recente Giornata del Ricordo a Riva del Garda continua a far discutere. Dopo il botta e risposta tra amministrazione comunale e opposizioni, a intervenire è ora Luca Grazioli, ex assessore al patrimonio e decoro urbano nella passata legislatura, già candidato alle ultime elezioni nella lista La Rocca e oggi semplice cittadino.
In una nota inviata alla redazione de La Busa, Grazioli esprime una posizione fortemente critica nei confronti delle dichiarazioni del sindaco Alessio Zanoni, in particolare sulla proposta di sostituire i termini “caduti” e “martiri” con “vittime” nelle denominazioni e iscrizioni pubbliche dedicate alle foibe.

“Una mancanza di rispetto”
Il passaggio più netto della presa di posizione riguarda proprio il lessico scelto dall’amministrazione. “Più rileggo le parole del sindaco con la volontà di modificare la targa e il monumento togliendo caduti e martiri e scrivendo “vittime”, più mi fa ribrezzo, è una mancanza di rispetto mai vista e sentita”, scrive Grazioli, definendo la proposta “scandalosa” e chiamando in causa anche la sensibilità dei familiari delle persone commemorate. Un linguaggio diretto e privo di attenuanti, che riflette quanto il tema resti altamente sensibile nella comunità locale, non solo sul piano politico ma anche su quello emotivo e identitario.

 

 

Il nodo della memoria e delle interpretazioni storiche
Nel testo, l’ex assessore allarga la critica al quadro più generale del discorso istituzionale del sindaco, ritenuto da lui caratterizzato da una “parziale interpretazione” degli eventi storici. In particolare, Grazioli contesta i riferimenti ai “nazionalismi esasperati”, che a suo giudizio potrebbero suonare come una delegittimazione di visioni politiche contemporanee fondate sull’identità nazionale.
Secondo Grazioli, la contestualizzazione storica proposta dal primo cittadino rischierebbe di assumere un carattere “schierato”, favorendo una lettura non sufficientemente neutrale di vicende complesse e ancora oggetto di dibattito storiografico e politico.

“Martiri” o “vittime”
Uno dei punti più delicati sollevati nella nota riguarda la distinzione terminologica tra “martiri” e “vittime delle foibe”. Grazioli parla di un possibile tentativo di “mistificare la realtà storica”, ribadendo che – a suo avviso – il significato del Giorno del Ricordo sarebbe già chiaramente definito.
“La verità storica è unica ed oggettiva”, afferma, ricordando come la ricorrenza sia stata istituita per preservare la memoria della tragedia degli italiani e delle persone uccise o perseguitate nel contesto delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata. Nella ricostruzione proposta, viene richiamato il ruolo del regime jugoslavo di Tito e la natura delle violenze subite dalle vittime.

Un confronto che resta aperto
L’intervento di Grazioli si inserisce in un confronto pubblico che, negli ultimi giorni, ha assunto toni sempre più accesi. Da un lato, l’amministrazione comunale ha rivendicato la coerenza della propria proposta con il linguaggio della legge nazionale; dall’altro, diverse voci critiche sottolineano la dimensione simbolica e morale delle parole utilizzate nella memoria pubblica.
Al di là delle posizioni, la discussione conferma come il tema della memoria storica continui a rappresentare un terreno complesso e profondamente identitario per la città. Un ambito in cui scelte linguistiche e decisioni amministrative si intrecciano inevitabilmente con sensibilità personali, visioni politiche e interpretazioni della storia.
Il percorso istituzionale annunciato dal sindaco per l’eventuale modifica delle denominazioni sarà con ogni probabilità il prossimo banco di prova, chiamando gli organi comunali a esprimersi su una questione che va ben oltre la semplice toponomastica.

(n.f.)