“Fai buon viaggio Karim”: Nago e Rovereto lo salutano con commozione

Una domenica di aprile appesantita da un cielo grigio e carico di nuvole si è trasformata, per Rovereto e per l’intero Alto Garda, in una giornata di dolore profondo. La notizia della scomparsa di Karim Tonelli, a soli 52 anni, ha attraversato le comunità come un colpo improvviso, lasciando sgomento, incredulità e una lunga scia di affetto.
Nato a Nago, dove affondavano le sue radici, Tonelli era diventato negli anni roveretano d’adozione, per scelta e per convinzione. Manager di alto profilo, figura di riferimento nel panorama industriale trentino, aveva legato il proprio percorso professionale a una delle realtà più importanti del territorio: Aquafil, azienda storica della famiglia Bonazzi nella zona artigianale di Arco. Qui aveva ricoperto ruoli strategici, contribuendo in modo determinante alla crescita internazionale del gruppo.
Ma dietro il dirigente stimato e la mente brillante, c’era soprattutto l’uomo.
Chi lo conosceva racconta di una persona capace di entrare in sintonia con gli altri in pochi minuti. Intelligente, dinamico, gioviale, Karim aveva un modo tutto suo di stare al mondo: diretto ma gentile, rigoroso ma profondamente umano. Un equilibrio raro, che lo rendeva speciale tanto nel lavoro quanto nella vita privata.
Il suo amore più grande era la famiglia. Quando parlava della moglie Prisca e dei suoi quattro figli, gli occhi – ricordano gli amici – “gli si illuminavano”. Un legame profondo, autentico, che traspariva in ogni gesto.
E poi le passioni, vissute con la stessa intensità.
La cucina, prima di tutto. Karim era un vero estimatore del buon cibo e del buon vino, un padrone di casa generoso e creativo. Le immagini condivise sui social raccontano tavole imbandite, piatti curati, momenti di convivialità. Per lui cucinare non era solo un piacere, ma un modo per stare insieme, per creare legami, per regalare felicità agli altri. “Una buona forchetta”, sì, ma soprattutto un uomo che sapeva trasformare una cena in un’occasione speciale.
E poi la musica.
Nelle serate tra amici, bastava una chitarra tra le mani – come nella foto che oggi molti condividono per ricordarlo – e tutto cambiava. Era lì che emergeva il suo lato più intimo: sensibile, profondo, capace di emozionare senza bisogno di parole. La musica era parte della sua vita, condivisa anche con la famiglia e con il mondo corale roveretano.
Sui social, il dolore si è riversato in centinaia di messaggi. Brevi, semplici, ma carichi di significato:
“Ciao Karim”, “Buon viaggio”, “Non ti dimenticheremo”, “Proteggi i tuoi cari da lassù”.
Parole che raccontano più di qualsiasi discorso quanto fosse amato.
Tra i tanti ricordi, uno torna spesso: “Ti voglio ricordare così… con la chitarra in mano”. Un’immagine che racchiude tutto: la sua passione, la sua sensibilità, il suo modo di stare insieme agli altri.
Anche le istituzioni si sono strette attorno alla famiglia, così come le comunità di Nago e Rovereto, unite in un dolore condiviso. Un pensiero particolare è rivolto alla madre Bianca, alla moglie Prisca e ai figli, colpiti da una perdita tanto improvvisa quanto devastante.
I funerali si terranno martedì 14 alle 17 nella chiesa della Sacra Famiglia, a Rovereto.
Resta il vuoto, grande, difficile da colmare. Ma resta anche il ricordo di un uomo che ha saputo lasciare un segno profondo: nel lavoro, nelle amicizie, nella sua famiglia.
E in tutte quelle serate, semplici e preziose, in cui bastava una chitarra, un bicchiere di vino e la sua presenza per sentirsi, davvero, a casa. (n.f.)










