Ex Cattoi, la delega all’Urbanistica a Ferrario accende lo scontro politico

La gestione del futuro dell’area ex Cattoi a Riva del Garda torna al centro del dibattito politico cittadino. Con un decreto firmato nei giorni scorsi, il sindaco Alessio Zanoni ha affidato all’assessora all’urbanistica Livia Ferrario una delega specifica sul Piano di rigenerazione urbana dell’area, comprensiva della firma di tutta la corrispondenza e degli atti conseguenti.
Una decisione che, secondo quanto emerge dagli ambienti di maggioranza, risponde alla volontà dell’amministrazione di non esporsi a nuove polemiche politiche in una fase particolarmente delicata, quella dell’attuazione della Variante 13 bis. In passato, infatti, il Comune si è spesso trovato in aperto contrasto con i proprietari dell’area ex Cattoi. Da qui la scelta di individuare una figura ritenuta “terza” e tecnica, quale appunto l’assessora Ferrario, alla quale la delega all’urbanistica era stata conferita già a fine maggio scorso proprio in questa prospettiva.
La mossa del sindaco non ha però tardato a sollevare forti critiche dalle opposizioni. A intervenire con toni duri sono state in particolare Cristina Santi e Silvia Betta, esponenti rispettivamente di Lega e Patt, che parlano di una scelta tutt’altro che neutra.
Secondo le due consigliere, sindaco e vicesindaco nella passata legislatura, affidare il futuro dell’ex Cattoi a un’assessora esterna e non eletta direttamente dai cittadini, presentando la decisione come un “atto di terzietà”, rappresenterebbe piuttosto una rinuncia all’assunzione di responsabilità politica. Un espediente, sostengono, per prendere le distanze da decisioni che smentirebbero le promesse elettorali fatte in campagna dal sindaco Zanoni, il quale aveva più volte espresso posizioni chiare sul destino dell’area.
Per Santi e Betta, la responsabilità politica sulle scelte relative all’ex Cattoi resterebbe comunque in capo al sindaco, che su questo tema ha costruito parte del proprio mandato e che non potrebbe sottrarsi al giudizio politico attraverso una delega. Il futuro di un bene strategico per la città, affermano, non può essere ridotto a una questione puramente amministrativa, ma richiede scelte politiche esplicite e pienamente assunte.
Nel mirino delle opposizioni finisce anche il parallelismo con quanto avvenuto nel maggio 2023, quando in consiglio comunale emerse l’incompatibilità della maggioranza dei consiglieri sulla Variante 13, aprendo all’ipotesi di un commissario tecnico. Una soluzione allora duramente contestata dall’attuale maggioranza, anche con proteste fuori dall’aula consiliare. Oggi, a distanza di pochi mesi dall’insediamento della nuova amministrazione, l’epilogo apparirebbe – secondo le consigliere – molto simile.
Da qui la domanda che chiude l’intervento critico: quale differenza reale ci sarebbe tra un commissario nominato dalla Provincia e un assessore esterno presentato come figura terza? Per Santi e Betta, l’atteggiamento del sindaco non sarebbe segno di coraggio politico, ma piuttosto l’espressione di una scelta “pilatesca”, destinata a lasciare aperto lo scontro sul futuro dell’area ex Cattoi.
(n.f.)










