Ex Calvario di Arco: la commissione urbanistica davanti al bivio

Redazione13/01/20265min
EX CALVARIO ARCO LAGHEL


 

La partita urbanistica dell’ex Calvario torna al centro del dibattito politico cittadino e, questa volta, sembra avvicinarsi a una conclusione definitiva. Giovedì è infatti in programma una nuova riunione della Commissione Urbanistica Territorio e Ambiente (CUTA), passaggio chiave per una vicenda che da anni divide amministrazione, opposizioni e cittadinanza.
All’ordine del giorno ci sono due temi di forte rilevanza politica e amministrativa: l’elezione del nuovo presidente della commissione e, soprattutto, il diniego ufficiale al progetto dell’ex Calvario–via Venezia, un intervento ereditato dalla precedente amministrazione e mai realmente condiviso dall’attuale giunta.

La presidenza della CUTA e il nodo politico
Sul fronte della presidenza, la partita resta aperta. I nomi in campo sono quelli di Nicola Cattoi, consigliere di Campobase ed ex assessore all’urbanistica nella giunta Betta, e di Mauro Ottobre, ex deputato, già presidente del consiglio comunale, esponente di Arco Dinamica e candidato sindaco alle ultime elezioni.
Entrambi hanno confermato la propria disponibilità a guidare la commissione. Le minoranze – centro-sinistra, centro-destra e Arco Dinamica – si incontreranno prima della seduta nel tentativo di individuare un nome unitario, ipotesi che al momento appare tutt’altro che scontata. In assenza di un accordo, la scelta potrebbe ricadere sulla maggioranza.

 

 

L’ex Calvario: una storia che viene da lontano
Ma è il secondo punto all’ordine del giorno a catalizzare l’attenzione. Il progetto dell’ex Calvario affonda le sue radici nella precedente consiliatura e in una variante urbanistica approvata nel 2024, dopo un lungo negoziato durato quattro anni con la società Cosmi Costruzioni, proprietaria dell’area.
L’accordo prevedeva la riqualificazione dell’area di via Calvario e la realizzazione di nuovi volumi residenziali e commerciali in via Venezia, in un’operazione di scambio urbanistico che fin dall’inizio ha sollevato perplessità e critiche, soprattutto sui banchi dell’allora minoranza.

Le posizioni della giunta Fiorio
Tra le voci più critiche, già nella scorsa legislatura, quella dell’attuale sindaca Arianna Fiorio, che insieme all’attuale assessore Chiara Parisi aveva espresso parere negativo sull’operazione. Una posizione ribadita anche lo scorso ottobre in consiglio comunale, quando Fiorio ha ricordato come la Conferenza dei Servizi della Provincia abbia espresso un parere sospeso e non positivo, sollevando questioni rilevanti sul metodo adottato.
«Ci sono problemi di metodo sull’uso della variante e sull’accordo pubblico-privato», aveva spiegato in aula, parlando apertamente di un’anomalia procedurale. Un nodo che, secondo la sindaca, mette l’attuale amministrazione nella difficile posizione di dover giustificare scelte non proprie.
Ancora più netto il giudizio sul merito dell’operazione: «In questo momento non c’è bilanciamento tra interesse pubblico ed economico». Da qui l’annuncio della volontà di affrontare il tema in commissione urbanistica e di ragionare su una variante più ampia, capace di affrontare più tematiche in modo organico.

Verso il diniego definitivo
Quelle dichiarazioni trovano ora una traduzione amministrativa concreta nel diniego al progetto, che sarà discusso in CUTA giovedì e, con ogni probabilità, approderà a fine mese in consiglio comunale, indicativamente martedì 27 gennaio.
Una scelta che segna un punto di discontinuità rispetto al passato e che riapre il confronto politico sul futuro dell’area dell’ex Calvario, uno dei nodi urbanistici più delicati per la città.

Le preoccupazioni 
In attesa del confronto ufficiale, non mancano le reazioni. Proprio Nicola Cattoi, ex assessore e oggi consigliere comunale, intervenuto su L’Adige, ha espresso «forte preoccupazione» per l’indirizzo assunto dalla giunta Fiorio, segnalando il rischio di uno stop che potrebbe avere ripercussioni sullo sviluppo urbanistico e sulla credibilità dell’ente nei rapporti con i privati.
Il dibattito, dunque, è tutt’altro che chiuso. Ma una cosa appare chiara: la vicenda dell’ex Calvario, dopo anni di trattative, varianti e contrapposizioni, è arrivata a un passaggio decisivo. E la scelta dell’attuale amministrazione sembra orientata a voltare pagina, ridefinendo regole, metodo e priorità dell’urbanistica arcense.

(n.f.)