Equilibri politici a Riva: nuovo asse Santi-Betta, Cargnelli avverte “basta personalismi”

Redazione14/04/20266min
20221110_DSC9907 BETTA SANTI t


 

Dalle macerie di uno scontro politico e personale che un anno fa sembrava insanabile, alla ricomposizione in aula: a Riva del Garda l’ex sindaca Cristina Santi e l’ex vicesindaca Silvia Betta tornano alleate nel nuovo gruppo consiliare “Patt + Autonomisti + Popolari – Lega Trentino”. Un riavvicinamento che segna un passaggio politico rilevante, ma che non può essere letto senza tornare indietro con la macchina del tempo, quando a far saltare l’intesa fu il terremoto giudiziario dell’inchiesta Romeo della DDA di Trento che nel dicembre 2024 aveva portato a nove misure cautelari con 77 persone indagate.

 

 

Dallo strappo al riavvicinamento
A fine 2024 l’indagine della Direzione distrettuale antimafia scosse profondamente il sistema politico-imprenditoriale regionale, con effetti diretti anche sul Basso Trentino.
In quel contesto maturò la rottura tra Santi e Betta: tensioni crescenti, difficoltà di comunicazione e una frattura politica che portò alla fine di un rapporto istituzionale già logorato.
Oggi lo scenario è capovolto. Le due ex amministratrici tornano a lavorare fianco a fianco, dando vita a un nuovo asse tra Lega e Patt, con Silvia Betta nel ruolo di capogruppo.

Il peso politico dell’operazione
La nascita del nuovo gruppo arriva in un momento di forte ridefinizione degli equilibri consiliari, segnato anche dalla comparsa della civica “Voce Comune per Riva”.
Ma più che un semplice accordo tecnico, l’intesa tra Santi e Betta assume il significato di una ricomposizione politica, che punta a dare struttura e continuità all’opposizione.

Cargnelli: “Il Patt non è una lista civica”
A scandire il senso politico dell’operazione è il neo segretario del Patt rivano Lorenzo Cargnelli, che interviene con toni netti dopo l’uscita del consigliere Giovanni Vivaldelli.
«Il Patt non è una semplice lista civica utilizzata per farsi eleggere, bensì un partito con decenni di storia, valori e un preciso progetto politico».
Una dichiarazione che suona come un messaggio chiaro nel contesto attuale: la politica, secondo Cargnelli, non può ridursi a contenitore di individualità.

L’affondo sull’addio di Vivaldelli
Il segretario non nasconde il rammarico per la scelta del consigliere: «Non si è mai pienamente riconosciuto in un percorso di partito, né ha maturato una chiara consapevolezza del ruolo e della differenza tra maggioranza e opposizione».
E rilancia una visione precisa dell’opposizione: «Deve avere solide radici nel programma elettorale, agire sempre nell’interesse della comunità e non ridursi a una presenza numerica o a un’attività occasionale».

Il “matrimonio” politico come scelta di responsabilità
È proprio in questo quadro che nasce il nuovo gruppo consiliare, definito da Cargnelli: «La soluzione più responsabile, al fine di garantire un’opposizione seria, costruttiva ed efficace».
E ancora: «Per non dare fiato a chi vorrebbe far credere che i partiti siano spariti in favore di progetti il cui collante è solamente quello di mettere insieme delle individualità».
Un passaggio che rafforza il significato politico dell’asse Santi-Betta, oltre la dimensione personale.

Un tandem ritrovato
Il segretario riconosce apertamente il lavoro delle due consigliere d’opposizione: «La consigliera Santi, insieme alla nostra consigliera Betta, sta dimostrando di saper lavorare in modo efficace e coordinato». Un’affermazione che certifica, almeno sul piano politico, la ritrovata sintonia dopo mesi di tensioni.

Tra simboli e concretezza
Nel suo intervento, Cargnelli allarga lo sguardo anche ai temi più recenti del dibattito cittadino, invitando a non fermarsi agli atti simbolici.
«Il rischio è quello di limitarsi a un gesto facile, che consente di appuntarsi una medaglia simbolica senza misurarsi con la complessità del governo della città».
E conclude con un richiamo diretto: «La credibilità delle istituzioni si gioca soprattutto sulla capacità di dare risposte concrete».

Una nuova fase per l’opposizione
Il “matrimonio” politico tra Cristina Santi e Silvia Betta segna dunque l’inizio di una nuova fase per l’opposizione a Riva del Garda.
Una ricomposizione che nasce da una frattura profonda – acuita dal terremoto dell’inchiesta Romeo – e che oggi prova a trasformarsi in un progetto politico più strutturato.
Resta da capire se questa nuova alleanza riuscirà a reggere nel tempo. Ma il messaggio, per ora, è chiaro: dopo più un anno di scontri, la politica prova a ricomporsi. E lo fa rivendicando identità, organizzazione e ruolo. (n.f.)