Drena, il Castello riaperto al pubblico: tra rinascita e futuro dopo il crollo

Redazione07/04/20265min
drena caastello 2026


 

Dopo anni segnati da una ferita profonda ma anche da un paziente lavoro di recupero, il Castello di Drena torna ad accogliere visitatori. Sono infatti aperti dal 2 aprile i cancelli per la stagione primaverile ed estiva, segnando non solo l’avvio della stagione turistica, ma anche un nuovo capitolo nella storia recente del maniero.
L’annuncio arriva dal Comune guidato dal sindaco Simone Bombardelli, che invita comunità e turisti a riscoprire uno dei luoghi simbolo della valle della Sarca, in un momento particolarmente significativo per il suo percorso di rinascita.

Una riapertura che va oltre la stagionalità
Il castello sarà visitabile dal giovedì alla domenica, dalle 9.30 alle 16.30. Un calendario che, come ogni anno, segna l’inizio della stagione, ma che quest’anno assume un valore più profondo.
La riapertura arriva infatti mentre sono in corso – e in parte già avanzati – gli interventi di riqualificazione della cinta muraria, dopo il crollo del 2018 che aveva colpito una vasta porzione delle fortificazioni.
Tornare a salire sulla torre, affacciarsi sulla valle del Sarca e sulle Marocche, significa oggi non solo vivere un’esperienza panoramica, ma anche osservare da vicino un luogo che sta lentamente ricomponendo la propria identità.

 

 

Il crollo e la ricostruzione: una storia recente
Era la notte tra il 31 maggio e il 1° giugno 2018 quando una parte consistente delle mura del castello cedette improvvisamente. Un evento che aveva colpito profondamente la comunità locale, aprendo interrogativi sulla stabilità della struttura e sulla sua conservazione futura.
Da allora è iniziato un lungo percorso fatto di studi, messa in sicurezza e progettazione. Il cantiere oggi in corso rappresenta il cuore di questo processo: un intervento complesso che punta a ricostruire il tratto crollato e consolidare l’intera cinta muraria, mantenendo al tempo stesso il più possibile materiali e tecniche originali.
Una scelta precisa, quella del restauro conservativo, che privilegia autenticità e rispetto storico rispetto a soluzioni più invasive.

Un cantiere tra tecnica e memoria
Il lavoro sul castello non è soltanto un’operazione edilizia. È un equilibrio delicato tra ingegneria e storia, dove ogni pietra recuperata viene reimpiegata e ogni intervento è calibrato per garantire stabilità senza alterare l’identità del manufatto.
Le criticità emerse negli anni – dalla presenza di acqua nel terreno alla natura stessa delle murature medievali – hanno imposto soluzioni attente e non standardizzate, rendendo il cantiere uno degli interventi di restauro più significativi degli ultimi anni in Trentino.
Anche la partecipazione della comunità, attraverso iniziative di sostegno e attenzione costante, ha contribuito a mantenere vivo il legame con il castello durante il periodo più difficile.

Un simbolo che torna a vivere
Oggi, con la riapertura al pubblico, il Castello di Drena torna a essere pienamente uno spazio vissuto. Non solo un bene storico, ma un luogo di esperienza: passeggiate, visite culturali, panorami che abbracciano la valle e il Garda.
La salita alla torre principale resta uno dei momenti più suggestivi della visita, offrendo uno sguardo privilegiato sulle Marocche e sull’intero paesaggio circostante, in un contesto che unisce natura e storia.

Tra presente e futuro
La riapertura non segna la fine del percorso, ma una tappa. I lavori di riqualificazione proseguiranno, accompagnando il castello verso una piena valorizzazione, sia dal punto di vista strutturale sia turistico.
Nel frattempo, il messaggio è chiaro: il castello è tornato accessibile, e con esso torna la possibilità di vivere uno dei luoghi più identitari del territorio.
Una riapertura che è insieme invito e simbolo. Invito a visitare, a salire, a guardare. E simbolo di una comunità che, dopo il crollo, ha scelto di ricostruire partendo dalle proprie radici.

(n.f.)