Da Arco a Rýmařov: «Coltivare i gemellaggi significa costruire la pace»

Dieci città, otto Paesi e tante lingue diverse attorno allo stesso tavolo. Ma soprattutto una convinzione: mentre l’Europa e il mondo tornano a fare i conti con guerre, tensioni geopolitiche e dibattiti sul riarmo, continuare a far incontrare comunità e persone non è soltanto una tradizione da conservare. Può diventare, nel suo piccolo, un modo concreto per costruire pace. È il messaggio che l’assessore alla cultura di Arco Massimiliano Floriani porta a casa dal viaggio a Rýmařov, in Repubblica Ceca, dove nei giorni scorsi ha rappresentato la città in un incontro internazionale fra realtà gemellate e amiche.
«È stato un intenso tavolo di lavoro coordinato tra le città gemellate e amiche – racconta Floriani – e un’importante occasione di incontro e scambio istituzionale e sociale».
Una piccola Europa riunita a Rýmařov: delegazioni provenienti da Italia, Germania, Francia, Belgio, Portogallo, Austria, Repubblica Ceca e Polonia.
Durante le giornate si è celebrato anche un anniversario importante, con la firma del memorandum per i 30 anni del gemellaggio tra Rýmařov e la tedesca Schotten, città alla quale Arco è legata da una lunga storia di amicizia.
Arco e Schotten, un’amicizia lunga 66 anni
Ed è proprio da qui che il viaggio assume per Arco un significato particolare.
Il gemellaggio con Schotten ha infatti raggiunto 66 anni di storia, diventando nel tempo molto più di un rapporto istituzionale: incontri, scambi, amicizie personali e relazioni fra associazioni e comunità. «In un contesto storico globale segnato dal dibattito sul riarmo e da crescenti tensioni geopolitiche – sottolinea Floriani – il valore di queste relazioni appare più che mai fondamentale».
Per l’assessore, quei 66 anni dimostrano come «la cooperazione e la condivisione tra comunità, società civile e singole persone costituiscano il più solido antidoto alla violenza e al conflitto».
Non dunque soltanto cerimonie, firme e fotografie ufficiali. «Continuare a coltivare questi percorsi – aggiunge – rappresenta un impegno concreto per la costruzione permanente della pace».
Hall in Tirol guarda verso Arco
Dal viaggio in Repubblica Ceca arriva anche una prospettiva nuova. Per la prima volta al tavolo hanno partecipato infatti i rappresentanti di Hall in Tirol, che, riferisce Floriani, hanno confermato la volontà di avviare il percorso ufficiale per arrivare al gemellaggio con Arco.
Un nuovo tassello di quella rete europea che la città coltiva da decenni. E dietro alle relazioni internazionali arcensi c’è anche il lavoro di Arco Obiettivo Europa, associazione che dal 1988 collabora con l’amministrazione nella cura dei rapporti con le città amiche e gemellate. Floriani ringrazia il presidente Michele Maroni, «per la professionalità e la passione dimostrate», e riserva un pensiero particolare a Lino Rosà, che «da oltre 40 anni dedica la propria esperienza a questo grande progetto di fratellanza tra i popoli».
Perché alla fine, dietro le cartine geografiche, le bandiere e i protocolli, rimangono soprattutto le persone. E forse è proprio questo il significato più autentico di un gemellaggio: fare in modo che città lontane smettano, almeno un poco, di sentirsi straniere.
(nf)












