Coronavirus, Fugatti: “Il personale sanitario affronta l’emergenza, serve responsabilità”

Redazione15/01/20223min359
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L’andamento della pandemia. Il monitoraggio delle scuole. La notizia positiva della permanenza del Trentino in zona gialla. Ma soprattutto lo sforzo del personale sanitario provinciale che sta lavorando anche a fronte di organici ridotti dalle conseguenze del coronavirus. Una situazione delicata, che ha richiesto alcune decisioni straordinarie, come la chiusura dei punti nascite di Cavalese e Cles, per concentrare il personale disponibile nella gestione del Covid e delle altre emergenze. Queste le priorità in tema di coronavirus affrontate dal presidente Maurizio Fugatti nella conferenza stampa post-Giunta.
“Siamo in una situazione difficile, dobbiamo dirlo con chiarezza” ha detto il presidente facendo appello al senso di responsabilità dei trentini nell’approccio ai servizi sanitari. “I punti nascita riapriranno appena ci sarà il ritorno alla normalità, e per questo siamo in attesa del picco di Omicron nella speranza che poi ci possa essere un calo. In questo momento però rinnovo l’appello al forte senso di responsabilità e pazienza della stragrande maggioranza dei trentini. Occorre comprendere la difficoltà di medici e sanitari che garantiscono la loro risposta ai cittadini nonostante non abbiano i numeri di un momento normale e con il lavoro ulteriore per i tamponi, i vaccini e la straordinarietà della gestione del Covid”.

L’analisi dei dati del contagio vede un quadro per il momento di sostanziale tenuta in Trentino. Sono 2.234 i nuovi casi di positività odierni, anticipa Fugatti dal bollettino, e 148 i pazienti al momento ricoverati, di cui 23 in rianimazione. La differenza, pari a 125 (i ricoveri escluse le rianimazioni) è ben al di sotto del limite di 156, individuato dal ministero per il passaggio in zona arancione.
Attenzione anche alle scuole, che il Trentino ha deciso di riaprire dopo le vacanze natalizie tenendo però sotto osservazione l’evoluzione pandemica. “Alla scuola in presenza teniamo molto – così Fugatti – e ogni giorno monitoriamo il numero delle classi che hanno i numeri per entrare in didattica a distanza”.
Il personale insegnante vede circa 500 insegnanti positivi. “Anche in questo caso – conclude – vedremo se è un picco che si sta raggiungendo oppure se avremo un’ulteriore crescita”.

La Busa

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