Contributi per le case nei paesi spopolati, bando a fine aprile

Il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, e l’assessore provinciale alle politiche per la casa, Simone Marchiori, hanno incontrato i sindaci dei 32 comuni trentini coinvolti nel progetto sperimentale per la rivitalizzazione delle aree geografiche a rischio di abbandono.
Si tratta di Altavalle, Bleggio Superiore, Bondone, Borgo Chiese, Bresimo, Canal San Bovo, Castel Condino, Castello Tesino, Cis, Cinte Tesino, Dambel, Frassilongo, Grigno, Livo, Luserna, Mezzano, Novella, Ospedaletto, Peio, Pieve di Bono-Prezzo, Pieve Tesino, Rabbi, Rumo, Sagron Mis, Segonzano, Sover, Terragnolo, Tre Ville, Valdaone, Valfloriana, Vallarsa, Vermiglio.
Un momento di confronto e dialogo, per illustrare lo stato dell’iter della misura – rispetto alla quale il presidente Fugatti ha annunciato l’approvazione di una delibera definitiva tra il 20 e il 25 aprile, e il conseguente bando immediatamente dopo – ma anche per raccogliere le osservazioni dei primi cittadini e le impressioni dei territori a poche settimane dal lancio dell’iniziativa.
“Questa misura, che ha suscitato un importante interesse anche fuori dai confini nazionali, non è un intervento solo immobiliare, ma vuole essere prima di tutto uno strumento capace di agevolare la coesione sociale nelle nostre comunità – le parole del presidente Fugatti in apertura del confronto – La nostra autonomia deve puntare sulla capacità di mantenere le persone a vivere nelle aree più periferiche. In tal senso, il confronto con i territori diventa essenziale anche per affinare, se necessario, il progetto e garantire che lo strumento messo in campo sia il più possibile efficace per rispondere alle esigenze delle comunità locali”.
Gli obiettivi del progetto
Si punta infatti a creare una rete comunitaria identitaria nei territori più fragili, garantendo alloggi accessibili e incentivando la residenzialità stabile.
I beneficiari del progetto sono persone fisiche che hanno o intendono acquisire un diritto di proprietà o di godimento su un immobile nei comuni coinvolti. È possibile richiedere il contributo per un massimo di tre unità immobiliari. Chi accede al finanziamento deve stabilire la propria residenza o locare l’immobile a canone moderato a persone che trasferiscono la residenza nel comune per almeno dieci anni.
Il beneficiario non deve essere già residente nel comune in cui si trova l’immobile, salvo il caso di richiedenti under 45, per i quali questo vincolo non si applica.
I contributi previsti
Ristrutturazione: fino al 40% della spesa nei centri storici e al 35% nelle altre aree, con un tetto massimo di 80.000 euro (su una spesa ammessa di 200.000 euro).
Acquisto: fino a 20.000 euro.